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Omaggio a Totò - MASCHERA, PRINCIPE & POETA

Dal 10 dicembre 2009 nelle sale cinematografiche



Il giorno 10 dicembre 2009 alle ore 16 presso la “Sala Conferenze” della Camera dei Deputati in Via del Pozzetto, 158 si terrà la Conferenza Stampa sul “Disagio mentale: costi sociali e budget del malato”. E’ organizzata dalle Associazioni: “Amici di Totò… a prescindere! – Onlus”; dall’Agenzia Stampa Internazionale “Fidest”; dall’ Onlus Nardone – Watzlawick e da “Un tetto insieme”. Si gioverà delle relazioni: del Prof. Giorgio Nardone, fondatore insieme a Paul Watzlawick del “Centro di Terapia Strategica” di Arezzo, psicologo e Docente di Tecnica di Psicoterapia Breve presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica dell’Università di Siena. E’ l’esponente di maggiore spicco tra i ricercatori della cosiddetta “Scuola di Palo Alto”. Al suo creativo e al tempo stesso sistematico lavoro s’ispirano studiosi e terapeuti di tutto il mondo; dell’On. Carlo Ciccioli, Vice Presidente della XII Commissione Affari Sociali – Sanità. Nei prossimi giorni presenterà una proposta di legge sul disagio mentale che coprirà il vuoto ed esautorerà le anomalie provocate dalla legge 180 (Basaglia); della Dott.ssa M. Cristina Nardone, Managing Director del Centro di Terapia Strategica di Arezzo; del Dott. Franco Previte, già Dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri, impegnato da tempo nella battaglia tout – court sulle problematiche del disagio mentale; del Prof. Rosanna Cerbo, Docente dell’Università “La Sapienza”; della Dr.ssa Simona De Antoniis, psicologa, psicoterapeuta, ricercatrice associata al Centro di Terapia Strategica di Arezzo, Titolare del Centro Evoluzioni a Roma e del Dott. Domenico Famiglietti, Vice Presidente e Responsabile delle Relazioni Esterne dell’Associazione Amici di Totò…a prescindere! – Onlus. Moderatore e Coordinatore della Conferenza Stampa è Riccardo Alfonso, Direttore dell’Agenzia Stampa Internazionale “Fidest”.

Al termine della Conferenza ci sarà una breve presentazione del film documentario, “Omaggio a Totò, Maschera, Principe e Poeta”, dedicato ad Antonio de Curtis, “Totò”. Il ricavato ottenuto dalla distribuzione del film nelle sale cinematografiche, unitamente al 5 per mille della prossima dichiarazione dei redditi, destinato all’Associazione Amici di Totò…a prescindere! – Onlus, Codice Fiscale 07013111005 (quale Onlus beneficiaria in alternativa allo Stato), saranno devoluti integralmente dal produttore “Associazione Amici di Totò” alla realizzazione di una Community Housing per sofferenti psichici allo scopo di garantire una residenza protetta; cure e riabilitazione; reinserimento sociale e lavorativo. Il tutto avverrà in assoluta trasparenza ed attraverso il controllo di un Comitato di garanti, che sarà scelto tra gli autorevoli personaggi di grande moralità, impegnati da tempo nelle attività culturali e sociali. Diversamente da quanto avviene anche nelle importanti organizzazioni istituzionali, come per la FAO, le spese organizzative non dovranno incidere in alcun modo sulle eventuali donazioni o entrate finanziarie di qualsiasi genere. (Alberto De Marco)

 

Fonte: Comunicato stampa

 

Torna il Pazzariello per le vie di Napoli? In tempi di crisi il bando della speranza


A buje, uommene e femmene, sentite sta’ sparata. Battagliò! Fanfarrò! Pupulaziò! I aize ’o bastò! Attenziò. E’ asciuto pazzo ’o padrò’!. Per le vie di Boston, negli anni Settanta dello scorso secolo fu visto sfilare accanto ad americanissime e floride majorettes un ‘Pazzariello’ (nell'immagine d'epoca) inviato in seno a una delegazione napoletana come paradigma di cultura patria. Erano presenze che in quel periodo si potevano ancora incontrare nella citta’ del Golfo. Uno di questi aveva sostituito all’antica feluca un berretto da ferroviere. E se oggi a Napoli tornasse ‘o Pazzariello? In tempi di crisi sono in molti a chiedere che per le strade laviche della città del Golfo questa figura passi ancora, come nei secoli scorsi, ad annunciare non solo il vino nuovo e la farina ma soprattutto la speranza.

‘’Sarebbe bello rivedere il Pazzariello per le strade’’, dice all’ADNKRONOS l'autore della proposta, l’editore napoletano Paolo Izzo, ricordando che ''già nel 1866 Emmanuele Rocco ne lamentava la temporanea scomparsa dovuta a un’infestazione da parassiti delle viti e ad una conseguente rarefazione del vino sul mercato. Sarebbe bello rivederlo anche solo per non dimenticare chi siamo, perché siamo qui oggi, e soprattutto in che direzione e in quale futuro ci apprestiamo ad entrare. Sì, la piccola scalcagnata fanfara del Pazzariello avrebbe ancora oggi, tra tante lordure, un ineffabile sapore di vita, quella che vale ancora la pena di vivere''.

E così, dopo aver lanciato questa ‘salutare provocazione’, Paolo Izzo ha fatto di più: ha indagato la storia e il messaggio di questo istrione napoletanissimo scrivendo anche un libro: ‘Il Pazzariello. Contributo alla definizione di un mito’ (Ed. Stamperia del Valentino, Napoli, pp. 138, euro 15). Si parte da Vico Pazzariello, ‘un budello della Napoli dimenticata’ per fare un salto nella storia e nel costume. Chi non ricorda ‘Uomo e galantuono’, in cui Eduardo, per far simulare la follia al capocomico Gennaro, in fuga da imabarazzanti situazioni, mima passi tipici del Pazzariello? L’icona, poi, è quella di Totò nel film ‘L’Oro di Napoli’, del 1953. Ma del Pazzariello non sembrava ci fossero tracce più risalenti.

Un’affannosa ricerca portava a scoprirne ‘esemplari’ tra Ottocento e Novecento. E una cartolina stampata a Napoli dall’editore Ragozzino, immortala il Pazzariello corredando l’immagine con una poesia in dodici versi, firmata in calce ‘Ferdinando Russo’. Dicono: ‘Currite! Mo s’è aperta sta cantina/ on Pascale, o marito a sia Vicenza. E’ galantommo e tene robba fina!/ poi tene e llire e ve po fa crerenza’. Può vendere con ‘la libbretta’ del credito.

Mentre una lirica di Raffaele Chiurazzi, riportava: ‘’A sparata d’o pazzariello, tutto o popolo tene astrinto’. Il Pazzariello aveva il cappello a due punte ed era insaccato in improbabili abiti da ufficiale murattiano. Impugnava un grande bastone da portinaio. Procedeva attirando volontariamente a sé ragazzini vocianti, tra sberleffi e salaci frizzi. Pubblicizzava, da esperto di marketing dei tempi andati, tre cose; il vino nuovo, i maccheroni, le farine. In Viviani pubblicizza una chianca (macelleria) e Ungaretti parla di olio e mozzarelle. In Ruocco il Pazzariello è invece banditore di meloni maturi, ‘rossi manco ’o ffuoco’.

Si agita con altri personaggi che gli fanno corona: una vecchia e tre suonatori. La sua musica è fatta da trombette, putipù, tricche-ballacche, scetavajasse, zerri-zerri. Non mancano grancassa e zufolo. Ha sempre i piedi nudi e spesso porta imbuti per travasare vino e qualche buona novita’ per il popolo. Aveva una funzione sociale: far comprendere a un’utenza illetterata quanto andava propagandando. Il suo messaggio è perciò immediato, semplice e chiaro. Non esistendo i numeri civici, poi introdotti da Luigi de’ Medici, ministro di Ferdinando IV, indicava la ‘nova puteca’ con altri riferimenti: vicino a questo o a quello, a ‘Gennaro o scarparo’ o a ‘Nanninella ’a cantinara’.

Quasi sempre spiega che il padrone del nuovo negozio ‘tene pasta ’e sustanza, tene e llire, e putite spennere c’a crerenza’. Per le frange popolari della Napoli tra Ottocento e primo Novecento’, dice ancora Izzo, ‘’valeva più la speranza del pane’’. Anche se al popolo minuto il Pazzariello parla ‘della voce del vino nuovo’, con le sue mosse e lazzi, spesso ‘conditi da antico sale’ e firmando tutto con: ‘Professori (così indicava i suoi tre suonatori), musica e avanti!’. Il messaggio deve raggiungere altre sedie di paglia piantate sui quartieri.

Il Pazzariello napoletano è la reclame vivente e non da oggi, stante che la sua nascita secondo altri ricorda la dominazione spagnola, quando i banditori si fermavano ai crocicchi delle vie annunciando ad alta voce le disposizioni per il popolo. Meglio di una quarta pagina sul giornale, il Pazzariello che grida: ‘Cca tenimmo ’o capo vino! Nuie nun ghiammo ascianne ’o fummo. Gente, popolo, currite’. Poi, un giorno, il Pazzariello è scomparso dai vicoli e dai quartieri a monte di via Toledo, dalle salite a rampe tra Cariati e San martino. ‘E’ scomparso anche dai dedali della parte egizia, greca, fenicia, bizantina di Napoli: Forcella, San Gregorio Armeno, via Nilo, l’Anticaglia, Sant’Agostino alla Zecca’. Abitava la carne della città, la sua forza e il suo spirito, facendo ‘’n’ammuina, ’nu revuoto’.

Secondo alcuni di Pazzariello a Napoli ce ne sarebbe stato uno solo per volta. Una sorta di ‘Rex Nemorensis’: quando sentiva l’eta’ incalzare, e solo allora, prendeva con sé un apprendista trasmettendogli i segreti del mestiere e insegnandogli la pratica nelle sue esibizioni di piazza.

Ma dove nasce la ‘provocazione’ di Izzo e l’idea del libro-appello per il ritorno del Pazzariello? ‘’L’idea di base continua ad essere quella di un prolungamento della memoria storica - spiega l’autore - Si cerca di salvare quei tasselli che stanno per scomparire dalla nostra quotidianità e si teme anche dalle nostre coscienze. Su questo argomento, come su tanti altri in precedenza trattati in altri titoli, non esiste praticamente nulla nel panorama editoriale: in apparenza sembrerebbe ricco di riferimenti, ma se ci si riflette non si va molto oltre il cammeo di Totò ne 'L’oro di Napoli' o, per chi è napoletano, una qualche memoria visiva sempre riconducibile a tempi ormai andati’’.

‘’Nessuna monografia mi risulta sia stata mai prodotta sull’argomento – aggiunge Izzo - e comunque, se ci fosse stata, qualche traccia ne sarebbe riemersa. Piccoli tasselli: articoli da stampa periodica d’epoca, interventi in testi che spaziano dal Cinquecento fino alla seconda metà del Novecento, illustrazioni prodotte tra i primi dell’Ottocento agli anni settanta del Novecento, per lo più incisioni e solo poche foto, anche quelle in genere molto risalenti. Se non l’unico testo sull’argomento (la prudenza d’obbligo, nel dubbio che qualcosa possa esserci sfuggito) si tratta comunque di un argomento del tutto trascurato, di uno scritto davvero originale, documentato e di piacevole lettura. In ogni caso ho ritenuto di riportare integralmente in appendice al volume tutti i testi da me reperiti sull’argomento, e sui quali ho lavorato, in modo che il lettore possa seguire modalità e passaggi che hanno portato a compimento questo viaggio nel nostro immaginario collettivo’’.

Ma dietro questo si è scoperto ben altro, dalle origini del personaggio ai contesti in cui certe manifestazioni erano in grado di attecchire. Non è un fenomeno nobile quello incarnato dal Pazzariello, piuttosto è generato da una genuina istanza popolare. Autorevoli penne come quella di Giovanni Artieri addebitarono infatti la mancanza di testimonianze all’estrazione eccessivamente plebea del fenomeno-pazzariello.

'‘La realtà – rimarca lo studioso partenopeo – è che questo, come molti altri fenomeni, è rimasto in vita finché la popolazione lo ha voluto. E’ finito quando noi siamo cambiati. La fuoriuscita del Pazzariello dalle nostre coscienze rappresenta la perdita di uno tra i tanti tasselli della nostra identità passata. Lo dirò a bassa voce, in un momento in cui si stanno riscoprendo particolarismi e male interpretati orgogli territoriali: se fosse proprio il Pazzariello l’emblema di quel che di noi dovremmo salvare? ''.

''E’ una provocazione ovviamente – chiarisce Paolo Izzo - Ma siamo sicuri che mantenendo in vita tasselli del nostro profondo quale quello rappresentato dal Pazzariello non si riesca a conservare una coscienza di noi stessi e del nostro bagaglio identitario? ‘Mea culpa’. Comincio a sospettarlo…’’.

 

Fonte: http://adnkronos.leonardo.it

 

MORTO A 87 ANNI L'ATTORE SPAGNOLO
JOSÈ VAZQUEZ, RECITÒ CON TOTÒ


Josè Luis Lopez Vazquez, uno degli attori spagnoli più famosi e prolifici, è morto ieri nella sua casa di Madrid, dopo una lunga malattia, all'età di 87 anni.

Interprete di 260 film nell'arco di una carriera cinematografica iniziata nel 1946, Vazquez esordì nel 1940 come attore teatrale. Era dotato di una inconfondibile comicità, che lui riuscì a rendere compatibile con i ruoli drammatici.

Tra i suoi tanti film si ricordano «La corte del faraone», «La corsa pazza di sorella sprint», «La fabbrica dei soldi», «La ballata del boia», «I motorizzati», «Diciotto con il nonno», «Gli imbroglioni».

Vazquez ha lavorato anche con registi francesi ed italiani e tra il 1959 e il '67 ha recitato spesso sul set di Cinecittà, diretto tra gli altri da Camillo Mastrocinque e Lucio Fulci.

 

Culmine della sua eccellenza comica è considerato il film «Totò d'Arabia» (1965) di Josè Antonio Della Loma dove ha interpretato la parte di Paco. Memorabile è considerata anche la sua interpretazione in «In viaggio con la zia» (1972) di George Cukor.

Tra i ruoli drammatici spiccano le regie di Carlos Saura «Frappè alla menta», «Il giardino delle delizie» e «La cugina Angelica». Numerosi i premi da lui conquistati, fino alla massima onorificenza artistica spagnola alla carriera, il Goya de Honor nel 2004.

 

Fonte: http://www.leggo.it

 

Imola: il Baccanale tra Miseria e Nobilta’

7-22 Novembre 2009


Ci sarà anche la nipote di Totò a Imola per i festeggiamenti del Baccanale 2009. Il perchè è spiegato dal titolo manifesto della kermesse eno gastronomica culturale, “Miseria e Nobiltà”, il capolavoro di Scarpetta interpretato appunto dal famoso attore. Terra, cultura, solidarietà, socialità, economia, tutto questo è il Baccanale nella edizione che si ispira alla celebre commedia

Chi non ricorda la spaghettata a suon di tarantella ,con una manciata di pasta in mano e una in tasca, nella celebre commedia napoletana interpretata da Toto’? Miseria e nobiltà è una commedia scritta da Eduardo Scarpetta, il protagonista interpretato da Toto’ e poi altre versioni tra cui una a teatro recitata dal figlio di Scarpetta, il grande Eduardo de Filippo

Ma dal 7 al 22 novembre il nuovo remake e’ in scena a Imola , con l’edizione 2009 del BACCANALE , la consueta rassegna enogastronomica e culturale “Miseria & Nobiltà”, il titolo e o spirito della manifestazione, cosi’ come perfettamente evidenziato a colori nel manifesto emblema realizzata da ROBERTO INNOCENTI, artista testimonial di questo Baccanale 2009, uno dei più importanti illustratori italiani, maestro riconosciuto in tutto il mondo a partire dagli Stati Uniti dove per primi sono stati pubblicati i suoi libri, e considerato l’erede della tradizione italiana di figurinai della prima metà del  Novecento.


Ma che significa tradotto in baccanale, MISERIA e NOBILTA’ ? Sicuramente la cucina dei contrasti, contadina e aristocratica, matriarcale e d’avanguardia, tradizionale e etnica, ma anche consigli utili in tempi di crisi che impera nel millennio ricco. Lo spirito della manifestazione sara’ incanalato in Mostre (Vassoi d’arte, stampi antichi per passatelli, i 40 anni del san Domenico, le illustrazioni di Innocenti) , convegni, menu a tema in oltre 50 ristoranti del territorio imolese, scuole di cucina, spettacoli, animazioni. Il ”garganello d’oro “ andra’ all’attore Vito da sempre custode delle nostre radici popolari.

 

Fonte: http://www.telesanterno.com

 

Festa della pasta in onore di Totò

L'Associazione "Le Torri" organizza la manifestazione "ARTE CINEMA E TV: LA PASTA E' DI SCENA".  25/10/2009 ore 10.00


L'Associazione "Le Torri", nell'aderire alla "Giornata Mondiale della Pasta", ha organizzato per il prossimo 25 Ottobre , dalle ore 10,00 alle ore 22,00, presso il Giardino delle Rose, nella città di Lettere (NA), la manifestazione "ARTE CINEMA E TV: LA PASTA E' DI SCENA". Un'iniziativa - spiega il portavoce dell'associazione Fernando Longobardi - che punta ad abbinare l'alimento principe della dieta mediterranea con le rappresentazioni che di essa se né sono fatte nel cinema nella televisione e nelle arti in genere".

Come non ricordare quindi la magnifica interpretazione del grande Totò in "Miseria e nobiltà". Una scena rimasta nel cuore di noi tutti e che ha contribuito a far conoscere questo alimento in tutto il mondo. "Un momento - prosegue Longobardi - che la nostra Associazione, da sempre impegnata sul territorio per il rilancio dei prodotti tipici locali, e di tutte le forme di arte e spettacolo, vuol dedicare al compianto Totò. Un amore quello per Totò, a cui, un nostro socio, il pittore Nico Taminto, renderà omaggio, realizzando al momento,con l'uso della pasta, un'opera d'arte che avrà per soggetto proprio Totò". All'iniziativa è prevista la partecipazione della principessa Liliana De Curtis , dell'attrice Anna Spagnuolo, del presidente del Consorzio del Provolone del Monaco Giosuè De Simone, i vertici amministrativi locali.

 

Fonte: http://www.stabiachannel.it/

 

Grande attesa per il galà delle stelle
Totò, Ivan Graziani e Gaetano Scirea: sarà a loro dedicato il Premio alla Memoria per la Cultura-Musica-Sport della 3^ Edizione del Galà delle Stelle


Totò, Ivan Graziani e Gaetano Scirea: sarà a loro dedicato il Premio alla Memoria per la Cultura-Musica-Sport della 3^ Edizione del Galà delle  Stelle, che si svolgerà a Putignano martedì 17 novembre 2009. Tanti i nomi dei personaggi importanti di oggi che renderanno omaggio a questi grandi nomi del passato della cultura, della canzone e dello sport e che riceveranno un premio. Per il settore Attori-Cultura saranno presenti Nico  Cirasola e Oscar Di Maio. Per il settore Musica-Cultura saranno presenti: Mario Rosini, Alessandro Pipino leader storico dei Radio Dervish e i Camillorè. Per il settore Sport riceveranno il premio Vincenzo Matarrese insieme ad uno dei giocatori del Bari Calcio e Dalia Ludovica, capitana della Florens Castellana Grotte di volley. Organizzato dall’Associazione Italia 2006, con sede in Putignano alla via Maddalena 62/a, il Gran Galà vuole ricordare i molti personaggi che per le loro doti si sono contraddistinti nel mondo della Cultura, della Musica, dello Sport.

“Spetta a noi tener vivo il loro ricordo di questi grandi nomi del passato, per esaltare le virtù morali e civili e trasmettere la loro memoria alle nuove generazioni, attraverso la promozione di manifestazioni, meeting, memorial”: questo messaggio che l’Associazione “ITALIA 2006” vuole divulgare, per sensibilizzare l’opinione pubblica, finalizzando la propria attività alla socializzazione e alla Cultura. Per l’anno 2009 l’impegno dell’Associazione è stato indirizzato alla memoria di tre grandi personaggi della Cultura arte del Cinema TOTO’ (Principe De Curtis), della Musica Ivan GRAZIANI, dello Sport Gaetano SCIREA, uomini che si sono contraddistinti per le loro doti umani e morali, la cui immagine ha travalicato nel tempo i confini  Nazionali . Nelle passate edizioni sono stati ricordati personaggi come Angelo MORATTI – Giacinto FACCHETTI – Massimo TROISI – Rino GAETANO, hanno ricevuto il Premio alla Memoria il Giornalista della Gazzetta del Sport Antonello Capone, il Presidente della Lega Nazionale Italiana Gioco Calcio On. Antonio Matarrese, il Dott. Massimo Moratti Presidente dell’Internazionale Calcio Milano, il dott. Carlo Tavecchio Presidente Federazione Italiana Gioco Calcio Dilettanti , il Dott. Giovanni Semeraro Presidente U.S. Lecce Calcio, Mister Edoardo Reja, Vito Tisci, Tony Santagata, Graziano Galatone, Pasquale delle Foglie, il regista Marco Bechis, l’attrice Dina Valente, il regista Marco Pilone, Cesare Fragnelli giovane, ma già affermato regista pugliese. Il “GALA”delle STELLE” si svolgerà presso la sala “Luce e Vita” presso la parrocchia San Filippo Neri di Putignano, con i Patrocini della Regione Puglia – Provincia di Bari – Comune di Putignano – Gazzetta del Mezzogiorno – Tele Norba. Alla manifestazione si potrà accedere gratuitamente previo invito. Saranno presenti diversi organi di informazione, locali e regionali, nonché Tv satellitari e Tv su digitale terrestre. Si cercano media partner della manifestazione.

 

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Comunicato stampa

Promemoria Galà delle stelle 2009

 

Fonte: comunicato stampa

 

ENNIO BISPURI PARLA DI TOTO’


A margine della Mostra

 “TOTO’ MASCHERA E MITO

del Maestro EZIO FLAMMIA,
inauguratasi il 10 ottobre u.s.,
ENNIO BISPURI PARLA DI TOTO’
(con proizione di alcune scene tratte dai suoi film)
 
 
Venerdì 23 ottobre, alle ore 18, presso la
 
GALLERIA D’ARTE “IL TEMPO RITROVATO
(Lungotevere degli Altoviti, 4; tel./fax 06-68308707)
 

Comunicato stampa

 

L'addio a Rosanna Schiaffino 17 ottobre 2009


Milano - È morta stamattina a Milano l’attrice Rosanna Schiaffino. Aveva 69 anni ed era nata a Genova. Lo ha reso noto il figlio. L’attrice, originaria
di Genova e da tempo malata, sarà seppellita a Portofino.

Da Totò a Rosi Dalle copertine di moda degli anni Cinquanta, ai set del cinema degli anni della Dolce vità Rosanna Schiaffino è stata a lungo protagonista delle cronache italiane, da quando poco più che ventenne il suo volto seducente e il profilo elegante figuravano spesso sulle copertine dei settimanali. Nata a Genova nel 1939, avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 25 novembre. La sua carriera cinematografica cominciò accanto a Totò (Totò lascia o raddoppia? di Camillo Mastrocinque, 1956). Ma, ancora prima di compiere venti anni, si misura con un ruolo drammatico (La sfida, di Francesco Rosi, 1958), imponendosi presto come una delle giovani più promettenti del cinema italiano. Bruna e avvenente, tipica bellezza mediterranea, accompagna le imprese notturne di tre giovani sbandati (La notte brava, di Mauro Bolognini, 1959), insieme alle altre incantevoli protagoniste femminili del tempo: Anna Maria Ferrero, Antonella Lualdi, Elsa Martinelli: un poker di bellezze che fa sognare i cinespettatori. Per il lancio del film vengono immortalate in un celebre scatto organizzato dal press-agent Enrico Lucherini, mentre escono grondanti e molto sexy dal mare di Fregene. Una foto pubblicitaria che fa effetto negli anni della Dolce vita. Love story formato telenovela, indiscrezioni, amene curiosità. Nell’ambiente del cinema tutti conoscono la sua infaticabile mamma, la signora Yasmine, che l’accompagna costantemente sui set. La prima che ha avuto cieca fiducia nelle possibilità artistiche della figlia.

L'amore col produttore Bini Un produttore importante come Franco Cristaldi la mette allora sotto contratto. Ma Rosanna raggiunge poi i traguardi più importanti della carriera grazie al produttore Alfredo Bini, che sposa nel 1963 e dal quale avrà una figlia. Nei primi anni ’60 diventa l’eroina di tanti film in costume o mitologici. Gira anche con il grande Vincente Minnelli, il quale - sotto gli occhi di Kirk Douglas - la fa tuffare in mare da una barca dopo aver dato un bacio a George Hamilton (in "Due settimane in un’altra citta", 1962). Con Roberto Rossellini è poi protagonista di ’Illibatezzà (episodio di RO.GO.PA.G. 1963). Ne La mandragola (di Alberto Lattuada, 1965), c’è ancora Totò accanto a lei che interpreta Madonna Lucrezia, giovane moglie pronta a tutto pur di avere un figlio. La sua popolarità si estende anche all’estero; partecipa infatti film di produzione francese, inglese e americana. Ancora in costume da corsaro (L’avventuriero, Terence Young, 1967), o per stare nelle vicinanze di un Maximilian Schell versione Simon Bolivar (Alessandro Blasetti, 1969). Dalla seconda metà degli anni ’70 dirada la sua attività. Nel 1980 divorzia da Bini e nel 1982 sposa l’industriale Giorgio Falck, padre del suo secondo figlio. Poi torna a far parlare di sè in occasione della burrascosa separazione dall’industriale.

 

Fonte: www.ilgiornale.it

 

Manifestazione in omaggio a Totò a cura dell'associazione Antonio De Curtis del fans club "Amici e amiche di Totò" 28/10/2009


L'associazione Antonio De Curtis del fans club "Amici e amiche di Totò" organizza il 28/10/2009 alle ore 18.30 presso la sala Teatro Polifunzionale della Galleria Maiorino in Via Matteotti a Nocera Inferiore. Per chi volesse partecipare anche artisticamente, contattare il Presidente presso il club Totò in via G. Nicotera a Nocera Inferiore, Maurizio Civale Show.
INFO: 081 923322 - 081 5176227 - 081 5176413 - 338 4563141 - 393 5708612

 

Comunicato stampa

 

 

Totò maschera e mito

Per il ciclo: "Va pensiero...libero" mostra dedicata al cinema.

Maschere, disegni e dipinti di Ezio Flammia

Sabato 10 Ottobre 2009 - ore 18,00-20,00 fino al 30 ottobre
Venerdì 23 Ottobre, ore 18,00 Incontro con ENNIO BISPURI
per parlare di Totò

Galleria Il Tempo Ritrovato
Lungotevere degli Altoviti, 4 - 00186 Roma - Tel./Fax 06 68 30 87 07
E mail: iltemporitrovato@hotmail.com • www.arteperte.it
Orario: da martedì a venerdì: 16,30 - 19,30 - sabato: 17,00 - 20,00


EZIO FLAMMIA, pittore, scultore, scenografo, storico della
cartapesta Sito: www.ezioflammia.com - e-mail: ef@ezioflammia.com
E’ membro del comitato scientifico della “Fondazione Giuseppe Boldini”- Mogliano VenetoSue opere fanno parte delle collezioni: Museo Historico Nacional di Santiago del Cile Museu do Cinema di Lisbona, Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, Museo d’arte moderna e dell’informazione di Senigallia, Galleria d’arte moderna “S. Sciortino” di Monreale, Museo delle Generazioni “P. Bargellini” di Pieve di Cento. Premi importanti ottenuti:
• 1° Premio del “Conseil Mondial de la Paix” (Vienna – 1967),
• Premio Internazionale alla carriera per le Arti, La Plejade 1996, conferito in Montecitorio - Parlamento Italiano, Camera dei Deputati (Sala del Cenacolo),
• Premio Menemosine 2004 della Galleria d’arte “Il Tempo Ritrovato”- Roma.

Ha realizzato le scenografie e i costumi di ventidue opere teatrali e ha ideato e costruito grandi burattini a bastone in rete metallica per due spettacoli da lui diretti, considerati dalla critica novità nel campo del teatro di figura. Per la televisione italiana (RAI, rete 2), ha costruito elementi scenici per 5 spettacoli a puntate. Le esposizioni più significative del Ciclo di opere “Totò maschera e mito” Zagabria, 1998 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria Roma, 1998, a cura della Provincia in occasione dei cent'anni dalla nascita di Totò Lisbona, 2001, “Homenangem a Totò “, promossa l’Istituto Italiano di Cultura e dall’Istituto da Comunicacao Social e dall’Alitalia; Roma, 2001, presso il Palazzo delle Esposizioni, con l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana Los Angeles, 2001, in collaborazione con la Chamber of Commerce Vest, Inc. e con l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana Un’esposizione delle opere del ciclo dedicato a Totò è in programma a Bruxelles per il prossimo dicembre a cura dell’Istituto Italiano di Cultura.

E’ con straordinario piacere e una punta di orgoglio che il Comune di Mogliano Veneto offre il suo patrocinio alla mostra “Totò maschera e mito” del maestro Ezio Flammia. Le ragioni sono molteplici. In primo luogo la mostra è anche occasione per festeggiare il primo anno di vita della Fondazione Giuseppe Boldini, promotrice dell’evento, e punto di riferimento per future ed entusiasmanti attività culturali. In secondo luogo la mostra di Ezio Flammia è una di quegli happening che hanno già toccato città come Zagabria, Lisbona, Roma, Los Angeles e che sarà a Bruxelles in dicembre. E’ così un onore per noi moglianesi avere la possibilità di organizzarla ed apprezzarla qui ed essere quindi una tappa importante di questo prestigioso itinerario culturale. L’esposizione nasce anche in simbiosi con la mostra del Cinema di Venezia, una delle più famose e amate al mondo, in cui Totò, indimenticato e straordinario protagonista di tanti film della nostra storia, e la sua maschera, avranno una sezione dedicata. Ancora una volta l’arte e la cultura che si vivono e respirano a Venezia con le sue magiche atmosfere avranno modo di riflettersi e dilatarsi anche nella terraferma e in particolare a Mogliano con un reciproco arricchimento e con il piacere di tutti coloro che amano la cultura.

Del Maestro Ezio Flammia basti dire che è un artista conosciuto, apprezzato e premiato in tutto il mondo. Su Totò non basterebbero pagine intere perché l’uomo e l’artista sono indelebilmente impressi nei nostri occhi, nei nostri cuori, nella nostra memoria e storia. Pertanto ringrazio ancora una volta la Fondazione Boldini per la sua iniziativa e il suo contributo e invito la cittadinanza ad approfittare di questa speciale occasione di incontri e di cultura. L’Assessore alle Politiche Culturali GIORGIO COPPARONI Proprio nel mese di settembre dello scorso anno s’inaugurava la Fondazione Giuseppe Boldini. Le aspettative erano e sono quelle di far rivivere nel ricordo della figura storica di Giuseppe Boldini gli svariati interessi che lo hanno caratterizzato. E’ stato artista, uomo politico particolarmente attento alle problematiche sociali, sensibile testimone e partecipe del proprio momento storico, uomo di cultura e come primo Sindaco di Mogliano, promotore di riforme e soluzioni dei problemi della collettività da lui rappresentata.

L’occasione per festeggiare il primo anno di vita della Fondazione ci è offerta dalla presentazione della mostra “Totò maschera e mito”, con maschere, disegni e dipinti realizzati dal Maestro Ezio Flammia. La mostra vuol essere un omaggio all’arte ed in particolare al cinema e al Festival di Venezia ,che si celebra nel mese di settembre. Questa felice opportunità avrà luogo grazie alla cortese disponibilità del Maestro Ezio Flammia di portare a Mogliano una parte della mostra che in dicembre sarà presentata a Bruxelles, ulteriore appuntamento di un lungo viaggio, tutto distinto da prestigiose tappe tra cui quella più significativa di Los Angeles. Il Maestro ha risposto con piacere all’invito moglianese, non solo come caro amico ma anche in qualità di membro del Comitato Scientifico della Fondazione. Un ringraziamento particolare va al Sindaco di Mogliano Veneto Giovanni Azzolini e all’Assesore alle Politiche Culturali Giorgio Copparoni, che hanno reso possibile questo evento accogliendolo con entusiasmo e mettendo a disposizione tra l’altro gli spazi del Municipio. Un ulteriore ringraziamento per aver dimostrato sensibilità ed apertura ad una futura collaborazione con la Fondazione per un contributo di idee e perché insieme si possa rispondere in maniera incisiva alle attese della Comunità. [Il Presidente della Fondazione Giuseppe Boldini GIORGIO BOLDINI].

La maschera, in genere, ha un potere ipnotico sul pubblico e Totò che nasce con una faccia pre-destinata a diventare un volto-maschera, intuisce, da subito, il grande fascino che il suo viso suscita. Egli é un fenomeno di comicità istintiva, una vera forza della natura; in lui si sedimentano le espressioni e le culture teatrali della Magna Grecia, della Commedia dell’Arte, delle tradizioni popolari partenopee, delle avanguardie artistiche del 900 e anche della fame, della miseria e delle angherie degli uomini. Totò ha anche le sue stranezze, in lui convivono due personalità distinte: l’uomo Antonio De Curtis, principe di Bisanzio, signore aristocratico e l’attore Totò, maschera solare e lunare. Egli s’ingabbia irrimediabilmente in due ruoli distinti: lo sdoppiamento della personalità instaura in lui uno stato di conflitto semicosciente. Il principe e l’attore, novello Giano bifronte, mostrano, di volta in volta, gli atteggiamenti, le angosce, le tragedie piccole e grandi, le contraddizioni della umana quotidianità. Non si può far ridere se non si conosce bene il dolore, la fame, il freddo, l’amore senza speranza, la disperazione della solitudine (scrive nella sua autobiografia). E’ una maschera straordinaria! Proveniente da un mondo lontano, come una maschera antica, segna il confine tra il mondo reale e quello irreale. Tutto ciò che dice e fa, anche se banale, si accetta in modo acritico nel rispetto intangibile dell’ilarità. La maschera è una scorza entro la quale si cela l’uomo, solo in Totò la maschera e l’uomo convivono senza confini. Nell’essere un personaggio altro, Totò, continua ad affascinare il pubblico con la forza prorompente del suo volto maschera anche a distanza di anni dalla sua scomparsa. Il mio vuole essere un omaggio a un uomo grande e caro che ha il dono di liberarmi dal peso di gravità e di elevarmi a una dimensione dove i conflitti si appianano e si dissolvono in una risata liberatoria.            EZIO FLAMMIA

 

 

Comunicato stampa

 

Totò' Fans Club Pordenone

Venerdì 30 ottobre 2009 ore 21.00

Totò a Parigi

Info 0434-520404

Fonte:  Comunicato stampa

 

26-27 settembre 2009 - Cinema Trevi ROMA

Proiezione di Uccellacci e uccellini


La Cineteca Nazionale partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio con la proiezione de La grande guerra in versione restaurata Cinema Trevi, 26-27 settembre 2009.

Sabato 26 e domenica 27 settembre il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale partecipa alle celebrazioni delle Giornate Europee del Patrimonio ideate dal Consiglio d’Europa per potenziare e favorire lo scambio culturale tra paesi europei. Per l’occasione, il cinema Trevi, che con la sua programmazione diffonde il patrimonio cinematografico italiano, sarà aperto al pubblico gratuitamente.

ore 18.15 Sabato 26 settembre 2009 - Uccellacci e uccellini (1966) Regia: Pier Paolo Pasolini; soggetto e sceneggiatura: P. P. Pasolini; fotografia: Mario Bernardo, Tonino Delli Colli; scenografia: Luigi Scaccianoce; costumi: Danilo Donati; musica: Ennio Morricone; montaggio: Nino Baragli; interpreti: Totò, Ninetto Davoli, Femi Benussi, Rossana Di Rocco, Renato Capogna, Pietro Davoli; origine: Italia; produzione: Arco Film; durata: 85’
«Antonio de Curtis e Pier Paolo Pasolini: è possibile immaginare due cineasti tanto diversi? Il primo è un comico, scatena la sua fantasia in piena libertà; il secondo è un intellettuale, la sua vita, le sue poesie, i suoi film sono atti politici. Il principe è un conservatore di spiccate simpatie
monarchiche, il regista un uomo di sinistra pronto al duello dialettico con chiunque, anche con il partito di riferimento; l’arte di Totò si muove nel solco di una tradizione culturale, quella di PPP è spesso violenta opera di sperimentazione. In comune Totò e Pasolini hanno almeno una cosa, la timidezza. La sera in cui s’incontrano, in casa del principe, Pasolini gli parla di un progetto cinematografico tra lunghe pause di imbarazzato silenzio; Antonio de Curtis ascolta compunto, covando dentro di sé il disgusto per i jeans sdruciti di Ninetto Davoli. Da quest’incontro stentato nasce Uccellacci e uccellini, girato subito dopo La mandragola e ancora prodotto da Alfredo Bini» (Anile). «Padre e figlio, in giro per il mondo, incontrano un corvo parlante (con la voce di Francesco Leonetti) che gli fa la morale, secondo la filosofia razionale di un intellettuale marxista. Quando si stancano delle sue chiacchiere, lo mangiano. Film-saggio di stimolante originalità, il 4° film lungo di P.P.P., operetta poetica nella lingua della prosa, propone in brevi favole e in poetici aneddoti una riflessione sui problemi degli anni ’60: crisi del marxismo, destino del proletariato, ruolo dell’intellettuale, approssimarsi del Terzo Mondo. Con la sua divagazione evangelico-francescana, è anche un apologo umoristico che in alcuni momenti ha l’umiltà e la densità del capolavoro. Due Nastri d’argento a Pasolini (soggetto) e Totò (attore). Premiato al Festival di Cannes»  (Morandini). Film vietato ai minori di anni 14

 

Fonte:  http://www.romanotizie.it/

 

Rapallo, da don Giussani al grande Totò


Probabilmente Rapallo pensa più alla politica che al turismo, anche se una non esclude l’altro. La città dedica una strada al fondatore di Comunione e Liberazione don Luigi Giussani (1922-2005) che tanti semi concreti ha lasciato nel Tigullio.

Nulla da eccepire quindi, anche se viene ormai quasi sistematicamente ignorata una legge che stabilisce in un minimo di 10 anni dalla morte l’intestazione di una via o piazza ad un personaggio (ci sono un sacco di strade dedicate a nomi sconosciuti perché cancellati dal tempo).

Ma a Rapallo manca una strada dedicata a Totò, fatto che incuriosirebbe il turista. Antonio De Curtis ha trascorso lunghi periodi di vacanza a Rapallo ed alla città ha dedicato una canzone che oggi farebbe sorridere, ma che Achille Togliani portò alla notorietà, regalando pubblicità. Totò nominò la città anche in alcune riviste e film: poco importa se in un’occasione Rapallo faceva rima con callo.

Ecco il testo di “Rapallo”: “E’ una festa di colori/ quando vien la primavera/ a Rapallo tutti i fiori/ sai mi parlano di te. O mia bella forestiera/ dagli occhi come il mare/ io ricordo quando a sera/ ti tenevo stretta a me. O dolcissima Rapallo/ città d’oro illuminata/ dai tramonti di corallo/ lo smeraldo del tuo mare/ e l’azzurro del tuo cielo/ ogni coppia fa sognare/ Del Tigullio sei la gemma/ paradiso degli amanti/ dell’amore sei la fiamma/ A Rapallo c’è la vita/ c’è la gioia dell’amore/ la felicità infinita/ a Rapallo puoi trovar.

 

Fonte: http://www.levantenews.it/

 

Fonte: www.primopianomolise.it   --  Articolo correlato: Cedesi nastro magnetico di Totò

 

Totò maschera e mito

Maschere, disegni e dipinti di Ezio Flammia

Sabato 19 settembre 2009 ore 18.00 - Sale del Municipio di Mogliano Veneto, Piazza Dei Caduti - Orario di visita dal lunedì al venerdì 10.00-12.00, martedì e giovedì 16.00-18.00 fino al 30 settembre 2009


EZIO FLAMMIA, pittore, scultore, scenografo, storico della
cartapesta Sito: www.ezioflammia.com - e-mail: ef@ezioflammia.com
E’ membro del comitato scientifico della “Fondazione Giuseppe Boldini”- Mogliano VenetoSue opere fanno parte delle collezioni: Museo Historico Nacional di Santiago del Cile Museu do Cinema di Lisbona, Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, Museo d’arte moderna e dell’informazione di Senigallia, Galleria d’arte moderna “S. Sciortino” di Monreale, Museo delle Generazioni “P. Bargellini” di Pieve di Cento. Premi importanti ottenuti:
• 1° Premio del “Conseil Mondial de la Paix” (Vienna – 1967),
• Premio Internazionale alla carriera per le Arti, La Plejade 1996, conferito in Montecitorio - Parlamento Italiano, Camera dei Deputati (Sala del Cenacolo),
• Premio Menemosine 2004 della Galleria d’arte “Il Tempo Ritrovato”- Roma.

Ha realizzato le scenografie e i costumi di ventidue opere teatrali e ha ideato e costruito grandi burattini a bastone in rete metallica per due spettacoli da lui diretti, considerati dalla critica novità nel campo del teatro di figura. Per la televisione italiana (RAI, rete 2), ha costruito elementi scenici per 5 spettacoli a puntate. Le esposizioni più significative del Ciclo di opere “Totò maschera e mito” Zagabria, 1998 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria Roma, 1998, a cura della Provincia in occasione dei cent'anni dalla nascita di Totò Lisbona, 2001, “Homenangem a Totò “, promossa l’Istituto Italiano di Cultura e dall’Istituto da Comunicacao Social e dall’Alitalia; Roma, 2001, presso il Palazzo delle Esposizioni, con l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana Los Angeles, 2001, in collaborazione con la Chamber of Commerce Vest, Inc. e con l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana Un’esposizione delle opere del ciclo dedicato a Totò è in programma a Bruxelles per il prossimo dicembre a cura dell’Istituto Italiano di Cultura.

 

La mostra è a cura di
DANIELA VACCHER BOLDINI
Fondazione Giuseppe Boldini
Per informazioni:
iltemporitrovato@hotmail.com
Tel. 333-7741885
edda.soligo@comune.mogliano-veneto.tv.it
Tel. 041-5930802

E’ con straordinario piacere e una punta di orgoglio che il Comune di Mogliano Veneto offre il suo patrocinio alla mostra “Totò maschera e mito” del maestro Ezio Flammia. Le ragioni sono molteplici. In primo luogo la mostra è anche occasione per festeggiare il primo anno di vita della Fondazione Giuseppe Boldini, promotrice dell’evento, e punto di riferimento per future ed entusiasmanti attività culturali. In secondo luogo la mostra di Ezio Flammia è una di quegli happening che hanno già toccato città come Zagabria, Lisbona, Roma, Los Angeles e che sarà a Bruxelles in dicembre. E’ così un onore per noi moglianesi avere la possibilità di organizzarla ed apprezzarla qui ed essere quindi una tappa importante di questo prestigioso itinerario culturale. L’esposizione nasce anche in simbiosi con la mostra del Cinema di Venezia, una delle più famose e amate al mondo, in cui Totò, indimenticato e straordinario protagonista di tanti film della nostra storia, e la sua maschera, avranno una sezione dedicata. Ancora una volta l’arte e la cultura che si vivono e respirano a Venezia con le sue magiche atmosfere avranno modo di riflettersi e dilatarsi anche nella terraferma e in particolare a Mogliano con un reciproco arricchimento e con il piacere di tutti coloro che amano la cultura.

Del Maestro Ezio Flammia basti dire che è un artista conosciuto, apprezzato e premiato in tutto il mondo. Su Totò non basterebbero pagine intere perché l’uomo e l’artista sono indelebilmente impressi nei nostri occhi, nei nostri cuori, nella nostra memoria e storia. Pertanto ringrazio ancora una volta la Fondazione Boldini per la sua iniziativa e il suo contributo e invito la cittadinanza ad approfittare di questa speciale occasione di incontri e di cultura. L’Assessore alle Politiche Culturali GIORGIO COPPARONI Proprio nel mese di settembre dello scorso anno s’inaugurava la Fondazione Giuseppe Boldini. Le aspettative erano e sono quelle di far rivivere nel ricordo della figura storica di Giuseppe Boldini gli svariati interessi che lo hanno caratterizzato. E’ stato artista, uomo politico particolarmente attento alle problematiche sociali, sensibile testimone e partecipe del proprio momento storico, uomo di cultura e come primo Sindaco di Mogliano, promotore di riforme e soluzioni dei problemi della collettività da lui rappresentata.

L’occasione per festeggiare il primo anno di vita della Fondazione ci è offerta dalla presentazione della mostra “Totò maschera e mito”, con maschere, disegni e dipinti realizzati dal Maestro Ezio Flammia. La mostra vuol essere un omaggio all’arte ed in particolare al cinema e al Festival di Venezia ,che si celebra nel mese di settembre. Questa felice opportunità avrà luogo grazie alla cortese disponibilità del Maestro Ezio Flammia di portare a Mogliano una parte della mostra che in dicembre sarà presentata a Bruxelles, ulteriore appuntamento di un lungo viaggio, tutto distinto da prestigiose tappe tra cui quella più significativa di Los Angeles. Il Maestro ha risposto con piacere all’invito moglianese, non solo come caro amico ma anche in qualità di membro del Comitato Scientifico della Fondazione. Un ringraziamento particolare va al Sindaco di Mogliano Veneto Giovanni Azzolini e all’Assesore alle Politiche Culturali Giorgio Copparoni, che hanno reso possibile questo evento accogliendolo con entusiasmo e mettendo a disposizione tra l’altro gli spazi del Municipio. Un ulteriore ringraziamento per aver dimostrato sensibilità ed apertura ad una futura collaborazione con la Fondazione per un contributo di idee e perché insieme si possa rispondere in maniera incisiva alle attese della Comunità. [Il Presidente della Fondazione Giuseppe Boldini GIORGIO BOLDINI].

La maschera, in genere, ha un potere ipnotico sul pubblico e Totò che nasce con una faccia pre-destinata a diventare un volto-maschera, intuisce, da subito, il grande fascino che il suo viso suscita. Egli é un fenomeno di comicità istintiva, una vera forza della natura; in lui si sedimentano le espressioni e le culture teatrali della Magna Grecia, della Commedia dell’Arte, delle tradizioni popolari partenopee, delle avanguardie artistiche del 900 e anche della fame, della miseria e delle angherie degli uomini. Totò ha anche le sue stranezze, in lui convivono due personalità distinte: l’uomo Antonio De Curtis, principe di Bisanzio, signore aristocratico e l’attore Totò, maschera solare e lunare. Egli s’ingabbia irrimediabilmente in due ruoli distinti: lo sdoppiamento della personalità instaura in lui uno stato di conflitto semicosciente. Il principe e l’attore, novello Giano bifronte, mostrano, di volta in volta, gli atteggiamenti, le angosce, le tragedie piccole e grandi, le contraddizioni della umana quotidianità. Non si può far ridere se non si conosce bene il dolore, la fame, il freddo, l’amore senza speranza, la disperazione della solitudine (scrive nella sua autobiografia). E’ una maschera straordinaria! Proveniente da un mondo lontano, come una maschera antica, segna il confine tra il mondo reale e quello irreale. Tutto ciò che dice e fa, anche se banale, si accetta in modo acritico nel rispetto intangibile dell’ilarità. La maschera è una scorza entro la quale si cela l’uomo, solo in Totò la maschera e l’uomo convivono senza confini. Nell’essere un personaggio altro, Totò, continua ad affascinare il pubblico con la forza prorompente del suo volto maschera anche a distanza di anni dalla sua scomparsa. Il mio vuole essere un omaggio a un uomo grande e caro che ha il dono di liberarmi dal peso di gravità e di elevarmi a una dimensione dove i conflitti si appianano e si dissolvono in una risata liberatoria.            EZIO FLAMMIA

 

 

Comunicato stampa

 

GERALDINE CHAPLIN A PIEDIGROTTA: “PAPA’ GELOSO DI TOTO’ ”

sabato 05/09/2009


Il grande Charlot era un po’ geloso del principe della risata Totò. A scherzare con affetto sul rapporto tra i due grandi comici è proprio Geraldine Chaplin, figlia del grande artista e madrina della Piedigrotta 2009. “Papà amava talmente Napoli che quando la nominava sospirava con un mano sul cuore. A casa pensavamo che qui avesse una fidanzata segreta”: è un mix di aneddoti scherzosi e commozione sincera il ricordo fornito dalla Chaplin di suo padre, ieri durante la conferenza stampa all’Hotel Royal. Questa sera Geraldine Chaplin salirà su uno dei carri tradizionali che è stato dedicato proprio a Charlot e al capolavoro “Tempi Moderni”. “Per me sarà un’emozione fortissima – spiega – perché a Napoli sono stata diverse volte, ma mai in compagnia di papà. Ora passeggerò con lui attraverso questa città che tanto amava”. E come d’altronde ama lei stessa, ascoltiamola ai nostri microfoni (intervista in allegato). La sfilata dei carri allegorici regalerà un omaggio anche al principe Antonio De Curtis, per tutti solo Totò. E’ un fiume in piena la Chaplin nel raccontare la storia d’amore tra Charlot e Napoli e le sue icone: prima tra tutte Sofia Loren che l’artista scelse come protagonista femminile dell’ultimo film da lui diretto nel 1966 “La contessa di Hong Kong”. E poi aggiunge: “Papà era pazzo di lei” confermando la grande amicizia tra i due avendo vissuto entrambi a Ginevra.
Al governatore della Campania Antonio Bassolino la Chapline ha regalato scherzosamente una stella della “walk of fame” di Hollywood con il suo nome, regalo ricambiato con una scultura di Pulcinella firmata Lello Esposito: “Questa per me vuol dire Piedigrotta ma anche popoli e pace” ha detto la Chaplin.

 

Carri futuristici a Piedigrotta 2009 - Carro dedicato a Totò

 

Tratto da: http://www.videocomunicazioni.com

 

Spettacolo a cura dell'associazione Antonio De Curtis del fans club "Amici e amiche di Totò" 22/09/2009


L'associazione Antonio De Curtis del fans club "Amici e amiche di Totò" organizza il 22 settembre 2009 alle ore 19.30 in piazza del Corso a Nocera Inferiore, in occasione del compleanno di Totò, uno spettacolo con cantanti, ballerini, imitatori. Per chi volesse partecipare anche artisticamente, contattare il Presidente presso il club Totò in via G. Nicotera a Nocera Inferiore, Maurizio Civale Show.
INFO: 081 923322 - 081 5176227 - 081 5176413 - 338 4563141 - 393 5708612

 

Tratto da: Comunicato stampa

 

“Ammesso e non concesso” – Andrea Tidona racconta Totò Principe e Buffone giovedì 20 agosto 2009 alle ore 22 presso il residence Marsa Siclà a Sampieri (Ragusa)


“Ammesso e non concesso” dice il titolo dello spettacolo che Andrea Tidona presenta con la regia di Carla Cassola. Un viaggio nel pianeta Totò non da imitatore, non da parodista…Finge di essere un certo Armando, un impiegato, devoto a Totò, che evoca l’ombra dell’attore in solitudine, in casa propria. Dialoga con Antonio De Curtis: col principe e col comico… Il monologo si trasforma perciò in un dialogo multiplo dal quale emergono il privato di un uomo abbastanza segreto, i suoi amori (ci fu anche una soubrette che si uccise per lui), l’ipocondria, il disprezzo per la professione. Ma anche pezzi celebri del suo repertorio, come la scena del vagone letto, tornano battute folgoranti:”Parli come bada”… Tidona è bravo e per fortuna rinuncia a somigliare al modello. Osvaldo Guerrieri “La Stampa”
Un’intelligente e intrigante pièce scritta e interpretata da Andrea Tidona…Un signore con valigetta, messosi in pigiama, dà inizio a uno strano gioco drammaturgico nel quale si sdoppia fra il principe Antonio De Curtis e l’attore Totò, sovrapponendovi un terzo ruolo, quello di un certo Armando che si pone come elemento di equilibrio in un conflitto senza soluzione….Armando dialoga con i due aspetti della grande personalità artistica di Totò, l’uomo da una parte –un principe malinconico superstizioso pieno di fisime e di manie – la maschera dall’altra – un attore con un alto senso del paradosso e del surreale che ha lasciato interpretazioni memorabili…Un’avvincente rappresentazione del mito attraverso un delirio il cui testo è costituito da poesie, battute, pezzi di spettacoli e film, frammenti biografici e semplici luoghi comuni. Il bravissimo Andrea Tidona, col fattivo contributo registico di Carla Cassola, li ripropone con un approccio recitativo che senza essere imitazione restituisce l’immagine di Totò.  Nello Pappalardo “Giornale di Sicilia”

Misurarsi con la personalità di Totò… può nascondere infinite insidie…Il monologo a più voci che ha avuto per protagonista Andrea Tidona, è invece un esempio lodevole di come si possa affrontare un lavoro su Totò con lirismo e creatività…Lo spettacolo diretto da Carla Cassola è un’originale sequenza di flash-back che prendono vita da uno studio approfondito sulle manie, le fobie, la filosofia, le malinconie del Principe De Curtis e sulla comicità surreale e grottesca del suo alter ego Totò…La scena costruita come una sorta di set cinematografico-camerino teatrale, dalle pareti ricoperte di lenzuola bianche, diventa così un luogo senza tempo da cui poter spiare ed assaporare ogni piccola sfumatura di un personaggio “meravigliosamente triste”…Il risultato finale è un lavoro complesso in cui sono emerse le non comuni qualità attoriali di Andrea Tidona, artista dalla vulcanica presenza scenica, capace di esaltare il pubblico ed al tempo stesso di coinvolgerlo emotivamente.

A cura dell’associazione culturale “Vento”

Biglietto Teatro: € 15.00
Pizza + Teatro: € 20.00
Biblietto Soci: € 8.00

Prenotazioni: 0932-939070

 

Fonte: http://www.unanuovaprospettiva.it

 

Cortina InConTra 2009 - NOIO VOLEVAN SAVUAR… QUANTO È GRANDE TOTÒ
Omaggio ad Antonio De Curtis, principe della risata e del saper vivere lunedì, 10 agosto 2009 ore 21.30 - PalaInfiniti - Piazza della Stazione - Cortina d'Ampezzo (BL)


Lo ricordano e interpretano Liliana De Curtis, figlia di Totò, autrice de “Malafemmena. Il romanzo dell’unico, vero, grande amore di Totò” (Mondadori), Diana De Curtis, nipote di Totò, Giancarlo Governi, biografo di Totò, Michele Mirabella, cultore di Totò, Al pianoforte Toni Concina, estimatore di Totò, Conduce: Enrico Cisnetto, appassionato di Totò

Antonio Clemente nasce il 15 febbraio del 1898 a Napoli, rione Sanità, da Anna Clemente, nubile, e Giuseppe De Curtis, figlio dello spiantatissimo  marchese De Curtis, che si è sempre opposto al matrimonio del figlio con la bella popolana. Muore il 15 aprile del 1967 a Roma, quando da molto tempo è ormai per tutti solo Totò. A oltre 40 anni dalla scomparsa, la sua popolarità è non solo aumentata rispetto a quando era in vita e ancora lavorava, ma è cresciuta col passare del tempo. Oggi l’Italia vanta fior di “totologi”, esperti di Totò come Giancarlo Governi – che ha realizzato, oltre a trasmissioni e libri, una monumentale opera omnia per la tv: “Totò cento. Vita, opere, amori e immortalità del Principe Antonio de Curtis” – e come Michele Mirabella, che ama leggere le poesie del Maestro. Ma soprattutto è piena di “totomani”, fans del comico fino alla maniacalità come l’organizzatore di “Cortina InConTra”. Poteva dunque mancare al PalaInfiniti un tributo all’uomo De Curtis e all’attore Totò? E chi meglio di figlia e nipote (anch’essa autrice di un libro, “Un principe chiamato Totò”, edito da Rizzoli nel 2004) possono ricordarlo? Spezzoni di film, letture di brani e poesie, canzoni come Malafemmina ci aiuteranno a rendere magica questa serata.

 

Fonte: http://www.cortinaincontra.it

 



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