Totò-News  -  Eventi, spettacoli, varie ...

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Andrea Petrone espone a Napoli: la mostra sarà inaugurata il 22 gennaio 2011


'Sud' è la mostra personale di pittura e scultura dell’artista Andrea Petrone, sannita di adozione, che sarà inaugurata il 22 gennaio 2011 alle 18 a Castel dell'Ovo a Napoli. Lo comunica l’assessore provinciale alla Cultura di Benevento, Carlo Falato. Nella mostra saranno esposte alcune delle opere più recenti di Petrone nonché una tela di m. 4.00x2.50 che dà il titolo alla mostra e le ultime creazioni inerenti il tema dello smaltimento dei rifiuti.

Testimonial Antonio de Curtis, Totò. Per l’occasione sarà anche esposto un busto in bronzo che lo raffigura. Com’è noto, il maestro Petrone è stato di recente incaricato dall’Asia di Benevento di curare una campagna pubblicitaria sulla raccolta differenziata dei rifiuti che si articola proprio sull’immagine del comico napoletano del secolo scorso. Domani, 19 gennaio alle 11, nella pizzeria di 'San Gennaro' in Via Mezzocannone, 129 a Napoli, è stata indetta una conferenza stampa di presentazione dell’evento.

 

Fonte: http://www.ilquaderno.it

 

Roberto Ghirardi:

Io e Totò...noio! Quelli che...con Totò


Aldo Fabrizi e Vittorio Gassman, Sophia Loren e Alberto Sordi, Macario e Vittorio De Sica, la fedele spalla Mario Castellani e l'amata Franca Faldini. E poi «transfughi» da oltre palcoscenico: come Primo Carnera, rubato al ring, e Tazio Nuvolari scippato del volante. Con il principe nato figlio di «nn», il mito cinematografico dal mento sghembo, esplorarono l'equivoco e il nonsenso nascosti tra una riga e l'altra dei copioni di noi figuranti impegnati a vivere. Attori straniti: stranieri al mondo al punto che viene da immaginarli in una nebbiosa città più a nord del nord, intenti a presentarsi con un: «Io e Totò... Noio!».
Per loro lo pronuncia Roberto Ghirardi, facendo di questa frase il titolo del suo ultimo libro su Antonio De Curtis. In quel «noio» lungo 320 pagine (pubblicato da Grafica Langhiranese editrice) e zeppo di fotografie in bianco e nero come le cartoline dal mondo dei sogni, ci sono decenni di cinema italiano, attraversati da un cavo elettrico dalla cadenza napoletana e dalle movenze di marionetta.
Un Totò riflesso nello sguardo degli altri, quello proposto dall'eclettico Ghirardi, storico collaboratore della «Gazzetta», compositore e paroliere, già autore di «Totò, la passione di una vita» e tra i paladini del mondo del volontariato locale (generosità e «cuore tenero» sono doti che lo accomunano al suo idolo cinematografico). Il volume - che in copertina ha un ritratto del grande attore firmato dalla pittrice Rosy Busani ed è curato nella grafica da Tatyana Povodzynska - è in vendita in alcune librerie parmigiane. Presto sarà stampato anche a Napoli. Per Ghirardi è una nuova tappa in un viaggio durato una vita. «Totò, lo conobbi di persona nel 1965, in uno studio televisivo a Milano - racconta l'autore -. Doveva far le prove per una puntata di Studio Uno e invece restò a chiacchierare con me. Parlammo di Parma, che lui conosceva bene, di Napoli, dei suoi film, gli raccontai quanti chilometri in bici da Corcagnano, o in Vespa portato da un amico, avevo fatto per vederli tutti». Spesso, con una bella serie di «ripassi». Come quel «Totò diabolicus» visto quattro giorni sui quattro della programmazione parmigiana. «Fu con quella pellicola che lo scoprii. Mica volevo pagare per piangere, come le mamme e le nonne: io al cinema andavo per ridere. Così, fui subito legato a Totò». E quel giorno a Milano, con l'incontro dal vivo con il grande attore, non ci fu delusione. Anzi, l'ammirazione (che ha la forza dei numeri: 450 i dvd e 150 i vhs) non fece che rafforzarsi.
Fu Mina a porre fine all'incontro: chiuse le prove, ora era tempo di andare in scena. «Ero reduce da un incidente. Lui mi salutò con un: “Sei palliduccio, mangia quando vai a casa”». Con Mina, Totò fece solo una trasmissione in Rai. Niente film, altrimenti ci sarebbe anche lei nell'«arca della  gloria» ricostruita da Ghirardi. Una galleria di parole, con la biografia, le poesie e le canzoni scritte dal principe della risata, con decine di sue battute passate alla storia (come «Nessuno vuole farla fesso: lei lo è già», «Ma lei con quegli occhi mi spoglia... Spogliatoio!» «Lei è un cretino, si specchi, si convinca»). Un libro «totale» su Totò, con la filmografia e i personaggi interpretati dal grande attore napoletano, gli attori e le attrici che hanno recitato al suo fianco, i  registi con i quali ha lavorato. E curiosità, come l'elenco di pubblicità, cartoline postali, calendarietti e fumetti che ebbero il principe per protagonista.
Quindi, la lunga «sfilata» delle donne e degli uomini che recitarono al suo fianco. Una carrellata dei volti in bianco e nero (su alcuni dei quali spiccano dediche all'autore) che hanno fatto la storia del nostro cinema. Ognuno è accompagnato anche dalla sua, di storia. Con il racconto di aneddoti che aggiungono pennellate al ritratto di Totò. Una volta per tutte, si chiarisce la vicenda «Malafemmena». «Per decenni aleggiò nell'aria il dubbio (mai smentito nell'autobiografia della diva, intitolata “Scandalosamente perbene”) che fosse dedicata a Silvana Pampanini. In realtà, era ispirata alla prima moglie (Diana Rogliani), separata dal comico napoletano, come risulta da un documento Siae recente mente ritrovato e dalla testimonianza della figlia di Totò».Molte le testimonianze sulla superstizione di Totò (che ad esempio rinunciava a un viaggio, se scopriva che gli era stato prenotato un posto con il numero 13 o 17). Mario Castellani, per 40 anni suo amico e spalla (41 i film girati insieme), lo ricorda come una «contraddizione vivente. Le sue mance da nababbo al ristorante sono rimaste famose... In privato ho visto Totò chiedere il prezzo del cinema, prima di dare i soldi alla moglie per andare a vedere la pellicola». Principe della risata, sì, ma poco propenso a ridere dei propri titoli. «Guai a mettere in discussione la sua legittima discendenza dall'imperatore Costantino» aggiunge Castellani. Nobili origini, ma da epurare dal «quando». Lo ricorda Galeazzo Benti, a sua volta di sangue blu. «Totò aveva il libro d'oro della nobiltà italiana e dove c'era la sua data di nascita aveva fatto una bruciatura con la sigaretta, perché non voleva che si sapesse la sua età». Un vezzo? O la consapevolezza di essere senza tempo?    Roberto Longoni

 

Fonte: http://www.gazzettadiparma.it

 

Una serata dedicata a Totò


LIVERI - La sua bombetta, il suo smoking, le frasi più belle, le scene più celebri, le poesie e le note di Malafemmena. Così Liveri rende omaggio al principe della risata Antonio De Curtis, in arte Totò.
La sala consiliare del Comune mariano, per una sera si è trasformata in un allegro palcoscenico che attraverso video, versi, canzoni magistralmente interpretate dai ragazzi del Forum dei Giovani ed anche da alcuni membri dell’amministrazione comunale, sotto l’attenta guida di Michela Nappi, ha raccontato la vita dell’illustre attore e poeta che sempre mostra al mondo la bellezza di Napoli in  tutte le sue contraddizioni. “Sono contento di poter rivivere con i miei concittadini un pezzo della storia di Napoli perché Totò non è solo il principe della risata – ha detto entusiasta il sindaco Raffaele Coppola - ma è l’orgoglio di Napoli, è un artista a tutto tondo che piaceva e continua a piacere anche alle nuove generazioni per la semplicità e la modernità del suo modo di raccontare la vita e la nostra città”. “Per la seconda volta l’amministrazione comunale, insieme al forum dei giovani rende omaggio ad un grande artista napoletane, l’anno scorso infatti è stata la volta di Eduardo De Filippo – ha continuato - Ormai quello con il teatro, grazie al prezioso aiuto di Michela Nappi, membro della commissione cultura, sta diventando un appuntamento fisso nel nostro calendario di eventi”. Ed ha concluso “Di questo siamo molto orgogliosi perché il nostro paese, che ha dato i natali al commediografo Domenico Luigi e che in passato era molto attivo nel campo teatrale, col passare del tempo stava perdendo questa passione ed il sacro fuoco dell’arte si stava affievolendo, oggi, invece, grazie anche a queste importanti iniziative, stiamo provando, e, visto l’entusiasmo dei ragazzi e la forte partecipazione da parte della cittadinanza, posso dire che ci stiamo riuscendo, a ridare vigore a questo fuoco che speriamo possa incendiare i cuori dei nostri giovani affinchè cresca in loro la passione per il teatro e la voglia di avvicinarsi ai personaggi che hanno reso la nostra terra famosa in tutto il mondo”.   di Giusy Vecchione 30/12/2010

 

Fonte: http://www.ilnolano.it

 

Lumiére, il 2011 si apre con Monicelli
La Cineteca dedica dal 1° gennaio una retrospettiva al maestro scompraso poche settimane fa: da "Risate di goia" a "La grande guerra" passando per "L'armata Brancaleone"


Si intitola "Compagni e borghesi, ignoti e marchesi" la rassegna-omaggio che la Cineteca di Bologna dedica a Mario Monicelli. Proiezioni dei film del regista scomparso poche settimane fa per ricordarne la ironia e la lucidità nel guardare al nostro Paese negli ultimi cinquant anni.

Primo appuntamento sabato 1° gennaio, alle 16, con la coppia Totò e Anna Magnani: "Risate di gioia" sarà preceduto da una breve clip, testimonianza del suo lavoro con Totò, raccontata da Monicelli in occasione della presentazione in Piazza Maggiore del film "Totò e Carolina", per il festival Le Parole dello Schermo nel 2007.

Domenica 2 gennaio alle 18 è la volta de "I compagni", interpretato tra gli altri da un Marcello Mastroianni nei panni di un professore anarchico di fine Ottocento. Un salto di diversi anni (siamo nel 1977) per seguire la vicenda di "Un borghese piccolo piccolo", i cui tratti sono affidati al volto di Alberto Sordi (mercoledì 5 gennaio, 17.30). Ancora Toto', per questa coregia con Steno nel 1951: il film è "Guardie e ladri" (giovedì 6 gennaio, 17.45).

Al fianco del Principe, uno che è davvero difficile definire una spalla: Aldo Fabrizi. Venerdì 7 gennaio, alle 17.30, in versione restaurata, "L'armata Brancaleone", preceduto da un documento-intervista diretto da Ciprì e Maresco. Ultimi appuntamenti sabato 8 gennaio con "Speriamo che sia femmina" (15.30) e domenica 9 gennaio con "La grande guerra" (18), preceduto da un videocontributo di Monicelli sul film.

 

Fonte: http://bologna.repubblica.it

 

Miseria e nobiltà recitata in siciliano dalla compagnia Teatro del Pero
L’immortale pièce comica rappresentata al teatro comisano fino a sabato 11/12/2010


«Miseria e nobiltà». In scena da venerdì a domenica al Naselli di Comiso, la celeberrima commedia di Edoardo Scarpetta, datata 1888 e resa immortale dal grande Totò, ma recitata in siciliano per rappresentare il «sud» del mondo. La compagnia del «Teatro del pero» (nella foto), torna a calcare le scene con un’opera di non facile interpretazione. Il Teatro del Pero, già da diversi anni si impone al pubblico con la spontaneità di attori non professionisti, ma sotto la regia e l’organizzazione di nomi d’eccellenza quali Davide Migliorisi e Biagio Barone. Accanto ad essi, attori spinti da un unico mordente: la passione per il teatro. Passione che negli anni, li ha portati anche a fare corsi di recitazione per migliorare di volta in volta, fino a raggiungere livelli superiori al teatro puramente amatoriale. Quando si affronta un classico metà dell’«opra» può sembrare già fatta: gli ingredienti ci sono tutti, dalla vicenda elaborata e accattivante, ai personaggi ben delineati ed equilibrati, fino ad arrivare alla  lingua, curata e adeguata allo scopo espressivo.
A ben guardare, però, la difficoltà inizialmente latente, emerge con assoluta evidenza nel momento in cui con quel classico ci si misura: come rendere una vicenda in maniera fedele al testo e pur nuova? E, soprattutto, come sciogliere il nodo del linguaggio, elemento imprescindibile per qualsiasi soluzione scenica che voglia definirsi efficace? È in questo senso che si è mosso il «Teatro del Pero», consapevole del fatto che davanti ad un immortale capolavoro comico non ci si poteva limitare a ripetere pedissequamente «gags» irresistibili come quella della pasta asciutta infilata nella tasca della giacca o del «cappotto di Napoleone». La parziale riscrittura scenica del testo pur non tradendo in nulla l’originale impianto scarpettiano, si muove allora verso la creazione di «scene in movimento» che determinino in maniera esatta quel « caos organizzato» che è l’essenza stessa di una commedia; ricerca una rielaborazione di alcuni  personaggi comprimari, traendo da essi una « vis» comica latente che attende solo di essere esplicitata, senza rimanere in ombra rispetto alle maschere dei due protagonisti, don Felice Sciosciammocca e don Pasquale «o salassatore».

La commedia trova nella musica un efficace pretesto per descrivere scene e situazioni, offrendo così allo spettatore una variazione stilistica che esalti lo spirito comico dell’intera opera. Ma, alla  base di questo indirizzo registico, si pone la questione del linguaggio. Non potendo essere, come dovrebbe, l’originale partenopeo, la lingua usata sarà allora il dialetto siciliano, ma partendo da un punto fermo: un dialetto non va usato per cercare una risata grassa ed inutile, facile quanto effimera e banale, ma va potenziato per diventare strumento di espressione universale. Il che significa usare il vernacolo per colorare e non per svilire, per rendere al meglio il sottofondo umano di miseria e di fame che caratterizza la vicenda, per esprimere un « sud» del mondo. Ecco perché per il giusto contrasto che va delineato, non solo i cinque protagonisti «poveri» tramuteranno il loro siciliano naturale in un comico e masticato italiano quando vestiranno i panni dei « nobili», ma altri personaggi ancora cercheranno un espressione quasi forbita non solo per rispettare l’originario linguaggio scarpettiano ma proprio per esaltare il contrasto con la « miseria». Che è, poi, penuria di mezzi di sostentamento, non certo di mezzi espressivi.

 

Fonte: http://www.corrierediragusa.it

 

Totò in 3D, vi raccontiamo i primi 10 minuti

Le prime scene restaurate in 3D de Il più comico spettacolo del mondo sono state presentate ieri da Aurelio De Laurentiis alle Giornate professionali


Lo aveva annunciato lo scorso agosto e ora Aurelio De Laurentiis ne ha dato prova. Il presidente della Filmauro, ieri pomeriggio a Sorrento nell’ambito delle Giornate Professionali di Cinema ha mostrato alla platea i primi 10 minuti del film Totò – Il più comico spettacolo nel mondo in 3D, restaurati ad hoc per essere riproposti al pubblico: «Si tratta di un film del 1953 in 3D di cui abbiamo acquistato il negativo. Ci stiamo lavorando e sarà pronto per settembre 2011».

Le scene mostrate ci hanno davvero entusiasmato e la curiosità di vedere il film per intero è tanta. Per cominciare, un presentatore accoglie il pubblico spiegando cosa andranno a vedere e dà subito prova della potenza della terza dimensione lanciando un fiore a a tutte le donne in sala e annaffiando senza pietà i poveri uomini. Un effetto molto divertente e ben riuscito in entrambi i casi.
Subito dopo siamo introdotti alla vita del circo, nel quale sarà ambientata la storia, e facciamo la conoscenza del domatore di leoni e di sua moglie, dei trapezisti, ma soprattutto del clown interpretato da Totò. L’effetto 3D oltre a dare la profondità dell’ambiente torna a divertire con l’effetto pop up quando Totò deve prestarsi a fare da bersaglio per il lancio delle palline. Travestito da turco dovrà gridare Allah ogni volta che è colpito e Salam quand’è mancato.

Un’operazione interessante ai tempi di Avatar e blockbuster americani, che permeterrà a chi non lo sa di scoprire che già nel 1953 si facevano film in 3 dimensioni e che proprio Il più comico spettacolo del mondo fu il primo film italiano a essere realizzato con questa tecnica (gli occhiali che avevano un brevetto americano anche allora si ritiravano all’ingresso). Curioso ricordare anche che il film era un’esplicita parodia de Il più grande spettacolo del mondo (1952) di Cecil De Mille, che riscosse un enorme successo in tutto il mondo.

 

Fonte: http://www.bestmovie.it

 

30/11/2010 Addio all'ultimo grande della commedia all'italiana: Mario Monicelli


Roma, 30 nov. 2010 . E’ morto Mario Monicelli. Il regista, che era gravemente malato, si è lanciato dal quinto piano dell’ospedale San Giovanni di Roma, dove era ricoverato da domenica. Aveva 95 anni. Il corpo di Monicelli è stato trovato vicino al pronto soccorso da alcuni addetti dell'ospedale. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato Celio.

Tra i grandi del cinema italiano, Monicelli, con le sue oltre 50 regie, oltre che con i lavori televisivi e teatrali, è riuscito a rappresentare i cambiamenti e le contraddizioni dell’Italia moderna. Nato a Viareggio nel 1915, dopo le prime esperienze da aiuto alla regia e sceneggiatore, nel 1949 firma l'esordio da regista insieme a Steno, con il quale dirige otto film tra i quali 'Vita da Cani' e 'Guardie e Ladri'.

Con ‘Proibito’, melodramma sociale ispirato da un romanzo di Grazia Deledda, nel 1954 inizia a lavorare da solo. Tra le sue opere più note 'I soliti ignoti', nel 1958, con Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Totò e Claudia Cardinale, considerato il film 'capostipite' della commedia all'italiana; 'La grande guerra', nomination all'Oscar e premiato con il Leone d'oro a Venezia nel 1959; 'L'armata Brancaleone', del 1966; 'La ragazza con la pistola', seconda nomination all'Oscar con cui nel 1968 lancia Monica Vitti come attrice comica; 'Vogliamo i colonnelli' del 1973; 'Amici miei', del 1975 con cui vince il David di Donatello; 'Un borghese piccolo piccolo' con Alberto Sordi del 1977; 'Il marchese del Grillo', ancora con Sordi, del 1981; 'Speriamo che sia femmina', del 1986 e 'Parenti Serpenti' del 1992.

Nella sua lunga carriera ha collaborato con tutti i più importanti attori italiani: Alberto Sordi, Totò, Aldo Fabrizi, Vittorio De Sica, Sophia Loren, Amedeo Nazzari, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Adolfo Celi, Walter Chiari, Elsa Martinelli, Anna Magnani, Nino Manfredi, Paolo Villaggio, Monica Vitti, Enrico Montesano, Gigi Proietti, Gastone Moschin, Giancarlo Giannini, Philippe Noiret, Giuliano Gemma, Stefania Sandrelli, Ornella Muti, Ivo Garrani e Gian Maria Volonté.

 

Fonte: http://www.adnkronos.com

 

SANT’ANASTASIA. DI SCENA AL METROPOLITAN 'MISERIA E NOBILTÁ'

Con la regia di Antonio Merone andrà in scena per tre serate di fila la celebre commedia "Miseria e Nobiltà" di Eduardo Scarpetta. 26/11/2010


La "Compagnia Stabile del Teatro Metropolitan Antonio Merone" debutterà questa sera, venerdì 26 novembre, ore 20.30 al teatro Metropolitan con "Miseria e Nobiltà" opera teatrale di Eduardo Scarpetta che raggiunse l’apice della celebrità grazie al film di Mario Mattoli (1954) considerato una vera e propria perla della comicità ed uno dei migliori biglietti da visita del Principe De Curtis, in arte Totò. La trama è nota: lo scrivano Felice Sciosciamocca ed il fotografo ambulante Pasquale vivono insieme alle loro rispettive famiglie in una casupola nella Napoli di fine '800.

La fame è tanta, così come sono le visite al banco dei pegni per racimolare qualche soldo. L'occasione per "mettere qualcosa sotto i denti" si presenta quando il marchese Eugenio chiede il loro aiuto dal momento che il padre gli vieta di sposare la ballerina Gemma, figlia di Don Gaetano ex-cuoco arricchito. Il giovane mette, allora, in atto uno stratagemma: coinvolge le famiglie di Felice e Pasquale e le fa spacciare per i suoi parenti in occasione di un pranzo ufficiale con il futuro suocero. Tra pura comicità, situazioni irresistibili e colpi di scena, don Gaetano scopre i diversi imbrogli orditi alle sue spalle ma non fa altro che benedire l’unione di Eugenio e Gemma e degli altri personaggi della commedia.

Per due ore circa gli appassionati del genere potranno assistere alla commedia non solo stasera ma anche domani, sabato 27 (ore 20.30) e domenica, 28 novembre (ore 19). La regia è affidata ad Antonio Merone, un volto non nuovo al palcoscenico dal momento che il suo primo debutto in teatro risale al 1986, all’età di soli 13 anni. Da lì in poi ha militato in diverse compagnie con spettacoli del teatro napoletano anche se è stato il 1999 l’anno d’oro per l’attore anastasiano, per via dell’incontro con Mario Scarpetta, pronipote in linea diretta di Eduardo Scarpetta: tra i due era iniziato un vero e proprio sodalizio artistico, interrotto dalla morte prematura dell’attore teatrale e cinematografico, avvenuta a Napoli nel 2004.

La passione di Merone per il teatro non conosce soste: nel 1993 ha fondato una propria Compagnia teatrale ed ogni anno vengono proposti circa un paio di spettacoli con debutto a Sant’Anastasia, negli altri pesi vesuviani e fuori i confini regionali. «È la prima volta che rappresentiamo "Miseria e Nobiltà": cinque anni fa stavamo allestendo la commedia con la regia di Mario Scarpetta e l’unico rimpianto è stato proprio quello di non averlo fatto prima che lui ci lasciasse: ecco perché ho firmato io la regia di quest’opera teatrale – ci ha raccontato Antonio Merone- Ho cercato di dare semplicità e linearità alla commedia, interpretando la parte dello scrivano Felice in maniera pulita, distaccandomi dal film e dalla figura del grande Totò».

«Ho avuto diversi maestri ma quello che ricordo con grande affetto è proprio Mario Scarpetta: uomo affabile e grande professionista. Da lui potevamo imparare ancora molto, peccato che ci ha lasciati così presto».
Antonio Merone anche in "Miseria e Nobiltà" viene accompagnato dalla sua spalla di sempre, Carmine Beneduce, e da altri 12 attori, con il debutto del piccolo Gabriele Antonio Merone nel ruolo di Peppeniello.

 

Fonte: http://www.ilmediano.it

 

COMPAGNIA D’OPERETTE “La Belle Epoque”

SIGNORI SI NASCE , ED IO, MODESTAMENTE , LO NACQUI…
DEDICATO A TOTO’

TEATRO ROSSINI DI LUGO (RA) il 15/12/2010 e al
TEATRO PACINI DI PESCIA (PT) il 31/12/2010


Perché realizzare uno spettacolo sul grande comico napoletano? Semplicemente perché una Compagnia di Operette come la Belle Epoque non può fare a meno di ricordare il più grande , che ha dato il via ad un intera generazione di comici fino ai giorni nostri.
Lo spettacolo vuole soprattutto sottolineare l’aspetto poetico di Antonio de Curtis,attraverso le voci soliste della Compagnia, alla riscoperta di un fantastico repertorio musicale dai più sconosciuto, che andrà al di là delle classiche canzoni che hanno fatto da colonna sonora ai successi cinematografici.
Ampio spazio anche alla poesia di Totò, che ci consegna un autore sempre ispirato dall’amore e dal fascino indiscreto di una Napoli inedita.
‘A cunzegna, ‘uocchie ‘ncantatore, l’acquaiola , ‘a livella ed altre ancora a sottolineare il percorso poetico di Totò.
Lo spettacolo prevede inoltre la riproposizione di alcune delle scenette comiche più famose ed esilaranti che hanno segnato un epoca cinematografica e teatrale ancora oggi ineguagliabile. La produzione è realizzata con musiche eseguite dal vivo dall’orchestra del M° Tazzari, ed interazioni video con i cantanti e gli attori della Compagnia.

Ricordando Totò , ricordando il miglior periodo della ricostruzione del nostro paese attraverso le espressioni allegre e malinconiche del più grande comico e attore della commedia dell’arte che l’Italia possa vantare.

www.operettabelleepoque.it
Info Line – Vittorio Regina: 339 6042 019
e-mail : info@operettabelleepoque.it

 

Fonte: comunicato stampa

 

AnTotòlogia, il meglio di Totò

dal 12/11/2010 al 31/12/2010


Le iniziative di Repubblica - L'Espresso

La più completa ed esilarante antologia del cinema di Totò, a cura di Lello Arena. 8 dvd con i momenti più brillanti e divertenti del grande cinema di Totò. Un montaggio incalzante di oltre 500 minuti che vi svelerà la sua contagiosa comicità. E con ogni DVD un fascicolo sulla vita e sull'arte di Totò.

Da venerdi 12 novembre 2010 il 1°DVD con € 9,90 in più

- Punto, punto e virgola, punto e un punto e virgola dal 12 novembre 2010
- Ma mi faccia il piacere! dal 19 dicembre 2010
- Signori si nasce, e io lo nacqui, modestamente dal 26 novembre 2010
- E poi dice che uno si butta a sinistra dal 3 dicembre 2010
- E’ la somma che fa il totale dal 10 dicembre 2010
- Ogni limite ha una pazienza dal 17 dicembre 2009
- Bazzecole, quisquilie e pinzellacchere dal 24 dicembre 2010
- A prescindere dal 31 dicembre 2010

 

Fonte: http://tv.repubblica.it/

 

Webcam sulle tombe di Totò e Caruso - Sorveglianza con occhi da tutto il mondo - Basta ai vandalismi: c'è una sperimentazione avviata
dal Comune di Napoli e dall'Università Federico II


<-La tomba di Totò al cimitero di Poggioreale

NAPOLI 28/10/2010 - Una webcam sulle tombe di Totò e Caruso. Feticismo necrofilo all'era di internet? No, videosorveglianza ma messa in rete.
È l'idea del Comune e dell'Università di Napoli. Così presto per vedere la tomba di Totò e di Enrico Caruso al cimitero monumentale di Napoli basterà collegarsi a internet.

Palazzo San Giacomo, in partenariato con l’Università Federico II e la Selav (Servizi elettrici lampade votive Napoli), ha avviato la sperimentazione di un sistema di videosorveglianza nel Quadrato degli uomini illustri del cimitero di Poggioreale, che utilizzerà le infrastrutture già esistenti (linee elettriche) per la trasmissione delle immagini e dei dati. Si tratta di un progetto di ricerca di facility management per la gestione di strutture urbane, finanziato dal ministero delle attività produttive, che ha l’obiettivo di valutare proposte innovative e di sperimentare nuove tecnologie per la gestione e la manutenzione, con particolare attenzione al tema del risparmio energetico.

«Il sistema consentirà all’amministrazione di ripristinare l’esigenza di sicurezza all’interno del cimitero e di registrare, in caso di vandalismi, i movimenti all’interno delle aree sorvegliate - ha detto l’assessore Paolo Giacomelli - Il dispositivo prevede anche ulteriori postazioni: occhi virtuali veglieranno, infatti, all’interno del Cimitero del Pianto, sulla tomba di Enrico Caruso e sulla tomba di Totò che nei mesi scorsi, come alcuni mausolei del cimitero monumentale, era stata oggetto di atti vandalici e furti nel corso dei quali furono trafugati busti marmorei ed altri elementi di arredo funerario successivamente, ma solo in parte, recuperati».

E una volta sicuri, i cimiteri potranno diventare anche meta turistica. Un giro in mezzo ai defunti illustri non sarà negato ai tanti appassionati della cultura, del teatro e del cinema napoletano. L’iniziativa, infatti, parte da un livello sperimentale di videosorveglianza per la sicurezza e punta a realizzare nel tempo un sistema di gestione di tutte le attività ausiliarie - utilities, sicurezza, telecomunicazioni e manutenzioni - attraverso un unico circuito coordinato a livello centrale per tutti i servizi delle aree cimiteriali, compresa, dicono i curatori del progetto, la promozione turistica e culturale di alcune strutture. Insomma si sta mettendo a punto un cervellone con molti occhi che garantirà la sicurezza e la pace. Quella eterna.

 

Fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it

 

Bartolo Carbone: Totò e gli uomini di mondo in adunata nazionale a Cuneo.

"Io esisto e sono un uomo di mondo perché ho fatto il militare a Cuneo!”.

16/17 ottobre 2010


Un post sul web annuncia: “C’è chi ha frequentato la Sorbona, chi ha studiato dai Gesuiti, chi è stato a West Point, chi va in vacanza alle Bahamas e chi…” partirà dal Canada per raggiungere Cuneo, nel prossimo week-end (16 e 17 ottobre 2010). In migliaia si ritroveranno nella “Provincia Granda” per l’ 11a Adunata Nazionale degli Uomini di Mondo a ritirare la “Razione K” che sarà distribuita ai detentori della famosa tessera , tanto cara agli “UdM”, nella gran kermesse dei ricordi della naja cuneese e degli incontri tra ex-commilitoni. “Io esisto e sono un uomo di mondo perché ho fatto il militare a Cuneo!”. Cosa significhi essere “Uomo di Mondo ” il mitico Totò (1898-1967) non l’ha spiegato, nessuno lo sa, l’importante è avere la coscienza di esserlo. Da Garibaldi a John Martin trombettiere di Custer, da San Magno il Legionario al Barone Leutrum, a Pio VII “Papa di Mondo”, che soggiornò nel 1809 a Palazzo Rovera di Maria in via Roma e poi fu fatto prigioniero dal “Generale di Mondo” Napoleone Bonaparte, tanti nomi illustri della storia che vanno ad aggiungersi a quelli meno noti di alpini, di fanti della Cremona, di cacciatori delle Alpi con la cravatta rossa, di finanzieri, di carabinieri sempre impegnati, in silenzio, a garantire la pace, la sicurezza, la legalità, la salvaguardia delle libere istituzioni e ad intervenire con rapidità in caso di calamità, tutti accomunati dallo stesso fattore: son passati da Cuneo.
La città nota per le caserme che in ottocento anni di storia hanno forgiato “Uomini di Mondo”, oltre due milioni di italiani hanno fatto il militare a Cuneo come riportano i registri di leva e tra questi figurano nomi conosciuti al grande pubblico : Marco Pannella (classe 1930),Giorgetto Giugiaro (classe 1938), Enrico Mentana (classe 1955), Piero Pelù (classe 1962), Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti (classe 1966). “Sono un uomo di mondo ho fatto tre anni di militare a Cuneo!”. Infatti, è stata costituita l'associazione per ricordare la celebre battuta del grande Totò, ripetuta in diversi film, tra cui l'episodio in cui interpreta il maestro Antonio Scannagatti nel vagone letto con l'onorevole Trombetta (Mario Castellani) in “Totò a colori” del 1952 , regia di Steno, il primo film lungometraggio italiano a colori, girato con la pellicola Ferraniacolor. Tra i fondatori dell’associazione Dadone Piero, Gedda Alberto, Merlino Mario, Paparelli Danilo, Riva Gigi e soprattutto Liliana de Curtis, figlia di Totò, che personalmente volle testimoniare alla nascita dell’Albo d’Onore degli Uomini di Mondo nel 1998, l’anno del "gemellaggio culturale" fra gli 800 anni dalla nascita della città di Cuneo e i 100 anni dalla nascita di sua Altezza Imperiale Antonio Porfirogenito della Stirpe Costantiniana dei Focas Angelo Flavio Ducas Commeno di Bisanzio, principe di Cilicia, di Macedonia, di Dardania, di Tessaglia, del Ponto, di Moldava, di Illiria, del Poleponneso, duca di Cipro e di Epiro, conte e duca di Drivasto e Durazzo, conosciuto come Antonio De Curtis , in arte Totò.

 

Fonte: http://www.canosaweb.it

 

Marcello Martelli presenta:

"A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?"


Venerdì 8 ottobre 2010, alle 17, nella sala del Consiglio Provinciale di Palazzo San Filippo, verrà presentato il libro del giornalista-scrittore Marcello Martelli, il cui titolo si rifà ad una celebre espressione di Totò “A proposito di politica ci sarebbe qualcosa da mangiare”.

Nelle pagine disincantate del libro l’autore, giornalista di lungo corso, ripercorre con stile narrativo ironico e moderno vicende di vita vissuta ed attualità legate al variegato mondo della politica. Si passa dai “collezionisti di poltrone e prebende” alla “burocrazia-bunker” in una rilettura di avvenimenti, fatti e personaggi attraverso la lente dell’ironia e delle battute sagaci alla Totò, maestro insuperabile di saggezza e umanità.

Tra l’altro, l’introduzione del libro è stata curata proprio da Liliana De Curtis, figlia delceleberrimo attore partenopeo. Tra gli spunti di riflessione ci sono anche riferimenti alle ultime vicende del Paese che hanno riempito le pagine della cronaca e del gossip in questi ultimi tempi. Non manca un sentito omaggio al grande Eduardo De Filippo, colto nel momento trionfale della sua elezione a senatore a vita. Oltre all’autore della pubblicazione, Marcello Martelli, all’incontro, patrocinato dalla Provincia e dal Comune di Ascoli Piceno e coordinato dalla scrittrice Maria Collina, interverrà anche l’on Remo Gasperi, che è stato più volte ministro ed esponente di primo piano della storia politica del Paese.

 

Fonte: http://www.vivereascoli.it

 

Guardie e Ladri - Cinema Trevi - Roma 5 ottobre 2010 ore 21.00

Vicolo del Puttarello 25 (Fontana di Trevi) - Ingresso libero


Il giorno 5 OTTOBRE 2010, alle ore 21,00 AL CINEMA TREVI (Vicolo del Puttarello, 25 Roma-Fontana di Trevi) La Cineteca Nazionale (Centro Sperimentale di Cinematografia) presenta il libro TOTO’ ATTORE, di Ennio Bìspuri (Gremese, Roma, 2010, pagg. 510)
 

Intervengono:

VITTORIO GIACCI (Università di Roma La Sapienza),
VINCENZO MOLLICA (giornalista RAI)
È' prevista la presenza di UGO GREGORETTI (regista)
 

Modera:


ENRICO MAGRELLI (Conservatore della Cineteca Nazionale) sarà presente l'autore.

A seguire: proiezione del film Guardie e ladri (Mario Monicelli e Steno, 1951)

                                                              - Ingresso libero -

 

Fonte: Comunicato stampa

 

Una serata con Totò

Alla presenza della figlia Liliana De Curtis saranno presentati filmati inediti del Principe della Risata

Venerdì 17 settembre 2010 alle ore 18.00 in Villa Bruno - Biblioteca della Cultura Vesuviana - San Giorgio a Cremano


L’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Mimmo Giorgiano e la Pro Loco cittadina propongono alla cittadinanza di passare “Una serata con Totò”, venerdì 17 settembre 2010, alle ore 18 presso la biblioteca di cultura vesuviana di villa Bruno.

Nell’occasione sarà presentato il libro “Malafemmena”, edito da Mondadori, alla presenza delle autrici Liliana De Curtis (figlia dell’indimenticabile artista) e Matilde Amoroso. Coordinerà la presentazione la giornalista di TeleCapri Teresa Iaccarino. Nel corso della serata sarà, inoltre, proposto un video inedito, in cui il noto cantante Lucio Dalla farà rivivere le emozioni racchiuse nelle parole della canzone e saranno proiettate immagini inedite ed esclusive del grande Totò tratte dall’archivio privato della figlia. Infine, sarà rappresentata la poesia del Principe della Risata “A Livella”, con personaggi in costume: il malcapitato chiuso nel cimitero sarà interpretato da Salvatore Pellegrino, il marchese da Vanni Desidery ed il netturbino da Gildo Russo. Gli inviti per l’evento possono essere ritirati presso la Pro Loco, che ha sede nell’androne di accesso al parco di villa Bruno, dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 18.

“Ancora una volta – spiega il sindaco Giorgiano - San Giorgio a Cremano interpreterà il proprio ruolo di città della cultura vesuviana, in attesa delle Giornate del Patrimonio e della mostra dedicata al pittore Luca Giordano. Non c’è, quindi, solo il Premio Massimo Troisi: nella nostra città diamo valore alla parola “cultura” e vogliamo che sia fruita dai sangiorgesi per 365 giorni all’anno.”
 

Fonte: http://www.napoli.com

 

Arriva Totò in 3D: De Laurentiis restaura una vecchia pellicola del celebre attore


Non più solo film della Walt Disney in 3D, arriva anche un film italiano con un interprete tutto d’eccezione: si tratta di Totò. L’idea è balenata al produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis che sta ristrutturando il film del 1953 "Il più comico spettacolo del mondo", il cui interprete era per l’appunto il celebre Antonio De Curtis.
Il film, diretto da Mario Mattoli, primo e unico film tridimensionale italiano fu manomesso quasi subito con la versione normale bidimensionale ed era la più chiara parodia di "Il più grande spettacolo del mondo" del 1952 di Cecil B. DeMille.

De Laurentiis ha fatto questo annuncio dopo che ha ricevuto dalla più prestigiosa rivista internazionale di cinema, l’ambito premio "Variety Profile in Excellence" all’Hotel Danieli di Venezia.
La 67esima mostra del Cinema di Venezia sta per partire e il noto produttore ne approfitta già dalla vigilia per presentare i sui progetti invernali.
Anche quest’anno presenterà il cinepanettone con "Natale in Sudafrica" che chiaramente sarà nelle sale cinematografiche nel periodo natalizio e le cui riprese inizieranno a giorni, precisamente il 6
settembre.
Poi annuncia l’arrivo di "Manuale d’Amore 3" che vanterà nel cast anche un attore del calibro di Robert De Niro. Personaggio molto importante, a detta di Aurelio, che parlerà senz’altro italiano ma che di certo aiuterà il produttore ad avvicinarsi al mondo americano. Quanto al suo più prestigioso progetto relativo al restauro del film in 3D, De Laurentiis annuncia di volerlo presentare o ad apertura o a chiusura di qualche prestigioso Festival, magari a quello di Lione, ma per ora nulla di certo.

 

Fonte: http://www.barimia.info

 

A Siracusa la II edizione del Cinema e Cibo nel Mediterraneo

01/09/2010 - 03/09/2010


Al via la seconda rassegna di Cinema e Cibo nel Mediterraneo che si terrà a Siracusa dall’1 al 3 settembre, all’Antico Mercato di Siracusa, in via Trento.

Proiezioni e degustazione dei piatti collegati con i film a partire dalle 21. Ingresso gratuito. Lo start è previsto il primo di settembre con la proiezione di Miseria e Nobiltà con il grande Totò, a seguire Tutto su mia madre e Un tocco di Zenzero.

Durante gli intervalli sarà possibile degustare i piatti collegati ai film, proposti dal Grand Hotel Ortigia e assaporare i vini della Cantina Modica di San Giovanni.

Si tratta di una nuova puntata del connubio tra sensi: quello visivo e sonoro, dell’olfatto e del palato. Per il presidente dell’Associazione What’s Up, Melania Sorbera, “il cibo è stato sempre presente fin dagli albori del cinema, quando nel 1895, i fratelli Lumière in una proiezione pubblica inserirono anche il rullo Le dejeuner de bébé, scena di vita familiare dove un piccolo Lumière veniva imboccato dagli amorevoli genitori”.

 

Fonte: http://siracusa.blogsicilia.it/2010/08/a-siracusa-la-ii-edizione-del-cinema-e-cibo-nel-mediterraneo/

 

E' morto Tiberio Murgia, il "Ferribotte" dei "I soliti ignoti"

21/08/2010


E' morto a 81 anni in una casa di cura di Tolfa, in provincia di Roma, Tiberio Murgia, uno dei più popolari caratteristi del cinema italiano. Nato a Oristano il 5 febbraio 1929, è noto al grande pubblico per aver interpretato il siciliano geloso e sciupafemmine grazie al regista Mario Monicelli che gli affida il ruolo di Ferribotte, il possessivo immigrato siciliano nel capolavoro della commedia all'italiana 'I soliti ignoti' del 1958. Un personaggio per il quale viene doppiato, ma a cui resterà fedele nonostante le sue origini sarde, proponendolo anche nella pubblicità: Murgia sarà infatti per molti anni testimonial di una nota marca di caffè nei caroselli televisivi.

Sempre nei panni di Ferribotte prende parte al sequel de 'I soliti ignoti' ('Audace colpo dei soliti ignoti') diretto da Nanni Loy nel 1960 e, sempre al fianco di Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman, conclude la saga nel 1987 con il film di Amanzio Todini, 'I soliti ignoti vent'anni dopo'. Sempre per la regia di Mario Monicelli prende parte, nel ruolo secondario del soldato Nicotra, ne 'La grande guerra' del 1959 e, al fianco di Monica Vitti, ne 'La ragazza con la pistola' del 1968. Per la regia di Sergio Corbucci è al fianco di Totò ne 'Il giorno più corto' del 1962 mentre nel 1961 aveva recitato a fianco di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia nel film 'L'onorata società'.
Nel 1966, per la regia di Vittorio De Sica, veste i panni di un detective nella 'Caccia alla volpe'. Nel 1988 partecipa al film giallo per bambini 'Operazione Pappagallo', opera prima del regista romano Marco Di Tillo, su sceneggiatura di Piero Chiambretti, Claudio Delle Fratte e dello stesso Marco Di Tillo. In quel film, per la prima volta nella sua vita, non viene doppiato ma parla con la sua inflessione sarda Nel 2001, al fianco di Nino Manfredi, Murgia interpreta un ruolo secondario nel film di Diego Febbraro 'Una milanese a Roma' e prende inoltre parte alla commedia di Vincenzo Terracciano 'Ribelli per caso', assieme ad Antonio Catania. Nel 2008 interpreta una piccola parte nel film 'Chi nasce tondo' di Alessandro Valori, al fianco di Valerio Mastandrea. Quest'anno ha fatto parte del cast della serie di Raiuno 'Tutti pazzi per amore 2'.

 

Fonte: http://notizie.tiscali.it

 

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