Il coraggio
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"Il coraggio" 1955 di Domenico Paolella. Soggetto dall'atto unico omonimo di Augusto Novelli 1913 riadattato da Antonio De Curtis. Sceneggiatura Edoardo Anton, Marcello Marchesi, Marcello Ciorciolini, Riccardo Mantoni. Produttore Isidoro Broggi e Renato Libassi per D.D.L., Direttore della fotografia Mario Fioretti, Musiche Carlo Savina, Montaggio Gisa Radicchi Levi, Sceneggiatore Piero Filippone, Direttore di produzione Alfredo De Laurentiis, Aiuto regista Mariano Laurenti. Interpreti: Totò (Gennaro Vaccariello), Gino Cervi (Aristide Paoloni), Gianna Maria Canale (l'amante di Paoloni, Ernesto Almirante (zì Salvatore), Irene Galter (figlia di Paoloni), Paola Barbara (Anna Paoloni), Gabriele Tinti (figlio di Vaccariello), Leopoldo Trieste (l'amministratore), Bruna Vecchio (la segretaria), Anna Campori (Ginevra), Sandro Pistolini (un figlio di Vaccariello). Trama: L'industriale Paoloni salva dalle acque Gennaro Vaccariello che il mattino dopo si presenta in casa con tutta la sua famiglia pretendendo di essere mantenuto visto che gli ha impedito il suicidio. Paoloni accetta suo malgrado anche perchè Gennaro lo salva da una difficile situazione finanziaria. Alla fine i due entrano in società e diventano anche consuoceri. |
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Critica: Il film è ispirato vagamente "Boudou salvato dalle acque" di Jean Renoir. Protagonisti in grande forma che si lanciano continuamente le battute fino allo scoppiettante finale. E' il primo film interamente prodotto dalla D.D.L., le riprese iniziano nel settembre del '55 negli stabilimenti Pisorno di Tirrenia, Totò scrittura personalmente l'attore Leopoldo Trieste. Il film non ebbe il successo commerciale sperato tanto che Totò lasciò la società di produzione agli altri due soci, anzi si racconta che il Principe alla fine del primo ciak pretese la consueta paga giornaliera ma dal momento che anche lui era uno dei produttori gli fu detto: "Ma Principe il film lo produciamo noi ! I soldi li avrai ai primi incassi" E Totò di rimando: "Ah, ma cosi' non mi trovo ! Sapete che vi dico? Se le cose stanno così continuate la società senza di me!". Scriveva Luigi Chiarini. " Totò è quel grande comico che tutti conosciamo, ma quanti sono i film tra decine e decine da lui interpretati che si salvano non dico sul piano dell'arte, ma almeno sul piano dell'intelligenza e della dignità? Totò ha sempre successo di pubblico perchè le sue risorse sono tali da strappare qualche risata anche con le più insulse banalità. [..] Questa volta nemmeno Totò è riuscito a superare la piattezza della sceneggiatura. Ne è venuto fuori un film scolorito e noioso [..].
Tratto
dall'atto unico di Augusto Novelli (1913) e rielaborato per il cinema da
Antonio de Curtis, il film è una gustosa commedia, con fortissime
componenti farsesche e di pochade (l'amante di Paoloni, Gianna Maria
Canale, sempre chiamata "colonnello", la cameriera complice, la fuga in
Venezuela ecc.), nel quale viene utilizzata la figura ben collaudata di
un Totò non più maschera e burattino, ma profondamente ancorato all'
interno di connotazioni umane e realistiche. Tratto da "Totò principe clown" di Ennio Bìspuri per gentile concessione |
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