Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi
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"Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi" 1960 di Mario Mattoli. Soggetto e Sceneggiatura Castellano, Pipolo. Produttore Isidoro Broggi e Renato Libassi per D.L.L., Direttore della fotografia Alvaro Mancori, Musiche Gianni Ferrio, Montaggio Gisa Radicchi Levi, Sceneggiatore Alberto Boccianti, Direttore di produzione Romolo Laurenti, Aiuto regista Gabriele Palmieri, Fonico Franco Gropponi. Interpreti: Totò (il cavalier Antonio Cocozza), Aldo Fabrizi (Giuseppe D'Amore), Christine Kaufmann (Gabriella), Rina Morelli (Teresa), Franca Marzi (Matilde), Geronimo Meynier (Carlo), Angela Luce (Angela), Luigi Pavese (commendator La Sarda), Carlo Pisacane (il nonno), Serena Verdirosi (sorellina di Carlo), Liana Del Balzo (zia di Gabriella), Esther Carloni (altra zia), Lella Fabrizi (l'ostessa), Nando Angelini (commesso), Mimmo Poli (tassinaro), Oreste Lionello (uno studente), Ughetto Bertucci (tipografo), Antonio Acqua (l'uomo che mangia i cannoli), Salvo Libassi (Rigolini). Trama: Carlo e Gabriella conosciutosi in piscina decidono di sposarsi malgrado l'incompatibilità tra il padre di lei (Cocozza), pasticciere, e quello di lui (D'Amore), statale. I due giovani per affrettare le nozze fingono di fuggire e di essere in attesa di un bambino. Ma il giorno delle nozze, gli abiti dei due consuoceri vengono scambiati, e dopo l'ennesimo contrasto si recano in chiesa per ritirare il loro consenso alle nozze, ma giunti in ritardo trovano i giovani già sposati. |
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Critica: Nessuno ha mai pensato che Mario Mattòli facesse un bel film, neppure Mario Mattòli. Perciò non siamo meravigliati di vedere il solito Totò e il solito Fabrizi invischiati in una scombinata storiella dove le battute sono per metà incomprensibili dato che tutti in scena fanno a gara a chi grida di più. L'Avanti, Roma, 20 agosto 1960. La trama è il pretesto per consentire lo scontro verbale, spesso arguto, tra i due grandi attori. Si ride alla loro mimica, e per il dialogo, sempre vivo e divertente. Totò e Fabrizi sono impegnati a fondo e dispensano a piene mani la loro carica comica. Corriere Lombardo, Milano, 20 agosto 1960.
Il film,
che rientra nello schema della commedia-farsa, ripropone ancora una
volta una vicenda in cui i due grandissimi attori si contrastano senza
tregua. La coppia funziona anche questa volta alla perfezione, fornendo
una prova di bravura eccezionale, con una recitazione nella quale vanno
a confluire tutti i tratti della satira, della commedia e della farsa,
sempre sviluppati in un ambito di composto realismo, che qualche volta,
soprattutto nel caso di de Curtis, arriva a toccare anche un livello di
recitazione astratta, metafisica e surreale. Tratto da "Totò principe clown" di Ennio Bìspuri per gentile concessione |
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