Destinazione Piovarolo
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"Destinazione Piovarolo" 1955 di Domenico Paolella. Soggetto Gaio Fratini, Sceneggiatura Domenico Paolella, Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Stefano Strucchi. Produttore LUX Film, Isidoro Broggi e Renato Libassi per D.D.L., Direttore della fotografia Mario Fioretti, Musiche Angelo Francesco Lavagnino e Antonio De Curtis, Montaggio Gisa Radicchi Levi, Sceneggiatore Piero Filippone, Direttore di produzione Renato Libassi, Aiuto regista Mauro Morassi. Interpreti: Totò (Antonio La Quaglia), Marisa Merlini (sua moglie), Paolo Stoppa (onorevole Gorini), Tina Pica (Beppa), Nino Besozzi (il ministro), Irene Cefaro (Mariuccia figlia di La Quaglia), Enrico Viarisio (onorevole De Fassi), Arnoldo Foà (il podestà), Ernesto Almirante (il garibaldino morente), Zoe Incrocci (nipote del garibaldino), Nando Bruno (il sagrestano), Giacomo Furia e Carlo Mazzarella (segretari degli onorevoli), Leopoldo Trieste (ispettore), Fanny Landini (Rita la vedova), Luigi Garetto (il farmacista). Trama: Antonio La Quaglia è capostazione nel paesino di Piovarolo dove si ferma solo un accelerato. La Quaglia trascorre quasi tutte le sue serate al circolo dove Ernesto, ex garibaldino, tiene banco. Siamo nel 1922 in piena era fascista e quando Ernesto sta per morire arrivano nel paese due deputati di partiti contrari per avere in esclusiva la testimonianza storica del vecchietto che muore senza accontentare nessuno dei due. Gli anni passano La Quaglia si sposa, ha una figlia ma la promozione mai. La figlia diventa grande e sogna di fare del cinema per evadere dalla monotonia del paese. Il povero La Quaglia spera sempre di andarsene specialmente quando sosta a Piovarolo il Ministro delle Comunicazioni. Niente da fare le sue referenze non sono idonee, rimarrà al paesello. |
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Critica: La presa in giro ottiene, per noi italiani, i più sicuri effetti di critica e il film sollecita i consensi appunto attraverso la caricatura. Il copione è stato eliminato con sapide trovatine che il regista ha adeguatamente tradotto in immagini. Totò colorisce in burlesco il personaggio del capostazione, prestandogli alcuni tocchi del suo repertorio abituale; rinunziando a molti di essi, però, è risultato più umano, dimostrando la sua attitudine a trasformarsi da marionetta in essere umano. Maurizio Liverani, "Paese Sera", Roma, 18 dicembre 1955 Il soggetto del film, appositamente elaborato per l'interpretazione di Totò, pur rinunziando a troppo facili effetti comici, ricalca situazioni già ampiamente sfruttate, senza rinunciare ad un pizzico di spirito qualunquistico che aleggia in alcune parti. Totò si dimostra ottimo e misurato attore. L'Unità", Roma, 17 dicembre 1955
Una commedia garbata e
intelligente, che, pur presentando qua e là alcuni tratti farseschi, ha
il grande pregio di non contenere esagerazioni insopportabili, costruita
intorno ad un personaggio dichiaratamente qualunquista, che non perde
mai la sua freschezza realistica e la sua simpatia, espressa con una
recitazione "a togliere", sobria, misurata, attenta a non cercare l'
effetto comico con i mezzj più facili e scontati. Tratto da "Totò principe clown" di Ennio Bìspuri per gentile concessione |
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