Chi si ferma è perduto
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"Chi si ferma è perduto" 1960 di Sergio Corbucci. Soggetto Mario Guerra, Luciano Martino. Sceneggiatura Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi. Produttore Cineproduzioni Emo Bistolfi Roma, Direttore della fotografia Marco Scarpelli, Musiche Gianni Ferrio, Montaggio Dolores Tamburini, Sceneggiatore Athos Danilo Zanetti, Direttore di produzione Renato Tonini, Aiuto regista Mario Castellani, Fonico Kurt Doubrawsky. Interpreti: Totò (Antonio Guardialavecchia), Peppino De Filippo (Peppino Colabona), Alberto Lionello (il maestro), Aroldo Tieri (l'ispettore), Jacqueline Pierreux (moglie di Peppino), Luigi Pavese (il direttore Santoro), Mario Castellani (Amilcare), Anna Campori (moglie di Antonio), Alberto Talegalli (signore che protesta), Pietro De Vico (un cameriere), Luigi De Filippo (Cavalli), Lia Zoppelli (Giulia), Renzo Palmer (Cavicchioni), Peppino De Martino (l'antiquario), Enzo Petito (Napoleone), Rita Cuttica (la sposina), Vittorio Vaser (Proietti), Solveig D'Assunta (Assunta), Nando Angelini (lo sposino), Gino Scotti (lo iettatore), Marisa Traversi (Adua). Trama: I due impiegati Antonio e Peppino lavorano da anni nella stessa ditta senza riuscire a fare carriera osteggiati dal perfido capo ufficio Santoro. Un giorno questi muore all'improvviso e la speranza rinasce in loro, ma nello stesso tempo l'ansia per ottenere la promozione dall'ispettore che viene da Roma, li rende nemici. Ognuno per proprio conto fa l'impossibile per accattivarsi le simpatie dell'ispettore che non è quello mandato da Roma ma un suo omonimo. I colpi di scena e gli equivoci si moltiplicano fino al colpo di scena finale: i due amici vengono mandati in Sardegna ed il posto viene assegnato al loro collega più giovane. |
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Critica: Gli sceneggiatori per questo film pare abbiano scritto sei diversi copioni prima che Totò si sentisse soddisfatto del loro lavoro. Esilaranti come al solito i duetti fra Totò e Peppino. Tra le improvvisazioni di Totò quella del corteggiamento della Zoppelli, alle parole di lei "Il resto è silenzio " incomincia a canticchiare il "silenzio" militare e la Zoppelli riesce benissimo a stargli dietro. Scriveva Valentino De Carlo: "Ancora Totò e Peppino, ma questa volta si ride. Il copione ha almeno il merito di ripresentare vecchie cose con un certo garbo sconosciuto ai nostri film comici di serie B e Totò e Peppino sono prontissimi a cogliere il minimo pretesto per recitare con gusto". E Pietro Bianchi: " [..] Chi si ferma è perduto appartiene al filone facile, preveduto e volgaruccio, della nostra produzione faceta. Qualche invenzione verbale, un'eccellente interpretazione della coppia Totò - De Filippo non sono certo sufficienti per invitare a un onesto divertimento lo spettatore di gusto. Siamo alle solite: corna, miseria, qui pro quo [..] ".
Primo dei 7 film di Totò
con la regia di Sergio Corbucci, "Chi
si ferma è perduto" è una farsa classica, con elementi di commedia
realistica e di pochade, che è poi la formula che caratterizza
praticamente tutti i film del regista romano, scomparso nel 1990. Tratto da "Totò principe clown" di Ennio Bìspuri per gentile concessione |
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