Figaro qua, Figaro là
![]() |
![]() |
|
![]() |
![]() |
|
![]() |
![]() |
|
Video-clip 38
sec.
|
||
|
|
||
|
"Figaro qua, Figaro là" 1950 di Carlo Ludovico Bragaglia. Soggetto e Sceneggiatura Vittorio Metz, Marcello Marchesi, Age, Furio Scarpelli. Produttore Golden Film, Direttore della Fotografia Mario Albertelli, Musiche Gioacchino Rossini adattate e dirette da Pippo Barzizza, Montaggio Renato Cinquini, Sceneggiatore Alberto Boccianti, Direttore di Produzione Romolo Laurenti, Aiuto Regista Roberto Cinquini, Fonico Ovidio Del Grande. Interpreti: Totò (Figaro), Isa Barzizza (Rosina), Gianni Agus (conte di Almaviva), Guglielmo Barnabò (il governatore), Renato Rascel (don Alonzo), Franca Marzi (Consuelo), Luigi Pavese (Pedro), Jole Fierro (Colomba), Pietro Tordi (Fiorello, Ugo Sasso (un bandito), Mario Siletti (il giudice), Mario Castellani (un attore), Flora Torrigiani (una ballerina). Trama: Figaro viene multato perchè scoperto a radere di domenica. Il conte di Almaviva si offre di pagare la multa purché Figaro lo aiuti a sposare Rosina, figlia del governatore. Il giorno delle nozze Figaro organizza uno spettacolo e con uno stratagemma fa sposare i due. Il governatore insegue Figaro che si nasconde in un cannone, ma viene sparato proprio sulla soglia della sua bottega: è domenica viene arrestato ma poi fatto liberare dagli sposi. |
|||
Critica: In questa opera abbiamo constatato con vero rammarico che si è sempre e costantemente al disotto di quel minimo che si esige perché un film sia accettabile. E restiamo di questo parere anche se le sale vedranno affluire il solito pubblico, il quale da Totò accetta tutto, pernacchie comprese. Perché in questo film siamo giunti anche a questo. Et de hoc satis. Carlo Trabucco "Il Popolo", Roma, 13 ottobre 1950. Figaro qua, Figaro là è una buona idea malamente sprecata dalla piatta sceneggiatura che non offre un solo spunto originale a quel grande mimo che è Totò sommerso dal marasma generale, si difende disperatamente, con le unghie e coi denti, da vecchio lupo di palcoscenico, ma alla fine, ridotto dietro l'ultima barricata, è costretto a innalzare uno straccio bianco. Ma a Totò spetta quel saluto delle armi con cui si rende omaggio agli eroi sfortunati. Mario Landi, "Film d'oggi", Roma, 18 ottobre 1950.
Altra parodia, questa volta dal
"Barbiere di Siviglia" e da un certo cinema di "cappa e spada",
sceneggiata da Metz e Marchesi, che,
complice il regista Bragaglia, vi hanno introdotto tutti i possibili
elementi surreali e di una comicità all'ingrosso, come sempre, che non
tiene conto di un minimo di realismo, come i travestimenti, gli scambi
di persona, le catapulte da un cannone, i raggiri più plateali, ivi
comprese le pernacchie e i frizzi di ogni tipo. Tratto da "Totò principe clown" di Ennio Bìspuri per gentile concessione |
|
| Home | Biografia | Locandine | Film cinema | Film montaggio | Film TV | Fumetti | Foto | Teatro | I nomi | Le spalle | |
|
| 'A livella | Poesie | Home video | DVD | Critica | Canzoni | Desktop | Cartoline | Libri | Il baule di Totò | I santini di Totò | |
IL PIANETA TOTO' - www.antoniodecurtis.org Portale
interamente dedicato ad Antonio De Curtis > contatti <