Totò visto da: Mario Castellani
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Il mio primo incontro con Totò avvenne a Milano nel 1927, quando facevo il comico brillante in una delle due compagnie di rivista organizzate dall'impresario Achille Maresca, che aveva messo in scena due spettacoli, Madama Follia e Mille e una donna. Totò faceva allora il varietà ed era già molto popolare. Maresca lo scritturò per sostituire Eugenio Testa, che si era ammalato. Il suo debutto avvenne a Padova, in Madama Follia, che aveva come soubrette la favolosa Isa Bluette. Ma non fu un successo, almeno all'inizio. Ci fu anzi un momento in cui tutti stringemmo i denti, prevedendo un disastro. La verità è che Totò non era pratico di recitazione. D'altro canto, il pubblico delle riviste non era abituato a vedere sulla scena certi dinoccolamenti che erano il pezzo forte di Totò attore e mimo del varietà. Insomma, i primi " numeri " passarono in un silenzio agghiacciante. Ma poi venne un pezzo musicale in cui Totò faceva la parte di un gelataio, e qui, come se lo avesse morso la tarantola, si scatenò adattando al ritmo dell'orchestra i suoi famosi passi da marionetta. Fu un trionfo. Il pubblico, dapprima sconcertato per la novità, si lasciò trascinare da quella irresistibile pantomima e alla fine manifestò la sua approvazione con un applauso delirante.
Insomma, quella di Totò era una forma di comicità tutta speciale, assolutamente unica nel suo genere e perciò irripetibile. In genere, lui lavorava di contropiede, afferrando di rimbalzo battute e situazioni che gli venivano offerte dalla sua " spalla ". Se il gioco attaccava, allora si scatenava sull'onda del consenso del pubblico ed infilava tutta una serie di invenzioni di cui sul copione non c'era il benché minimo accenno.
In seguito al rinnovato interesse per la figura e per l'arte di Totò, spesso mi capita di sentirmi chiedere il testo di questo e di i altri sketch diventati ormai leggendari. Ma i testi non ci sono. Non ci sono mai stati. Ecco perché l'arte, la vera arte di Totò è scomparsa con lui e i giovani che non hanno avuto la fortuna di vederlo sul palcoscenico non possono ritrovarlo come è stato veramente guardando i suoi film. Totò non è Chaplin o Buster Keaton, fenomeni tipicamente cinematografici. Totò è il teatro. Il cinema, nel migliore del casi, lo ha dimezzato. Nel peggiore, che era poi la norma, lo ha puramente e semplicemente tradito.
Quando cominciò la sua grande stagione cinematografica, gli accadde di firmare un impegno con la Lux per il film L'Imperatore di Capri. La lavorazione era prevista in cinquanta giorni, e il compenso forfettario in sei milioni. Carlo Ponti, che era allora il direttore esecutivo della casa cinematografica, lo mandò a chiamare egli fece la proposta di allungare il contratto a sessanta giorni e di girare due film invece di uno. Naturalmente, il compenso sarebbe stato maggiorato: dieci milioni. Totò accettò subito. Inutilmente io cercai di attirare la sua attenzione con gesti disperati, per suggerirgli di non firmare. Lui non mi diede retta, e così si impegnò anche per il secondo film, Totò cerca casa.
Totò era convinto che della sua arte non sarebbe rimasto niente, perché è questo il destino degli attori, e ritenne inutile affaticarsi per smentire il suo fondamentale pessimismo. Del resto, lo interessava solo il teatro vero, quello che lui inventava sera per sera davanti al suo pubblico: nel cinema e nella televisione vedeva unicamente delle macchine per far soldi, per pagarsi i suoi vizi e la sua dorata tristezza di principe venuto al mondo in un secolo sbagliato. I film di Mario Castellani con Totò: Totò contro i quattro, Questa è la vita, Il più comico spettacolo del mondo, Una di quelle, Guardie e ladri, Totò al giro d'Italia, Totò Peppino e la malafemmina, Un turco napoletano, Totò a colori, Totò e Cleopatra, Totò sceicco, I pompieri di Viggiù, L'imperatore di Capri, Che fine ha fatto Totò baby?, Totò contro il pirata nero, 47 morto che parla, Figaro qua figaro la, Totò cerca casa, Le sei mogli di Barbablù, Noi duri, L'uomo la bestia e la virtù, Totò Peppino e la dolce vita, I tre ladri, Sette ore di guai, Totò diabolicus, Totò Peppino e i fuorilegge, Il ratto delle sabine, Fifa e arena, Totò le Mokò, Totò cerca moglie, Totò e i re di Roma, Totò terzo uomo, Totò Tarzan, Totò e le donne, Dov'è la libertà, Totò e Carolina, Il medico dei pazzi, Totò cerca pace, Tempi nostri, Totò all'inferno, La cambiale, Chi si ferma è perduto, Letto a tre piazze, I due marescialli, Totò truffa 62, Lo smemorato di Collegno, Totò di notte n.1, Il comandante, Il monaco di Monza, Totò sexy, Le motorizzate, Totò d'Arabia, Gli amanti latini. |
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