Sua Eccellenza si fermò a mangiare
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"Sua eccellenza si fermò a mangiare" 1961 di Mario Mattoli. Soggetto e Sceneggiatura Vittorio Metz, Roberto Gianviti, Produttore Isidoro Broggi e Renato Libassi per D.D.L., Direttore della Fotografia Alvaro Mancori, Musiche Gianni Ferrio e Gadè, Montaggio Gisa Radicchi Levi, Sceneggiatore Alberto Boccianti, Direttore di Produzione Romolo Laurenti e Gianni Minervini, Aiuto Regista Gabriele Palmieri, Fonico Franco Groppioni. Interpreti: Totò (il ladro Tanzarella), Ugo Tognazzi (Ernesto), Virna Lisi (Silvia), Lauretta Masiero (Lauretta), Raimondo Vianello (il ministro), Mario Siletti (il conte), Lia Zoppelli (la contessa), Nando Bruno (l'oste), Francesco Mulè (il commissario), Vittorio Congia (il segretario del ministro), Pietro De Vico (il cameriere), Salvo Libassi (il federale), Ignazio Leone (Gennarino), Jole Mauro (la figlia dell'oste), Ughetto Bertucci e Toto Mignone (due fascisti), Ely Drago (Gina), Tina Perna (la cameriera), Anna Campori (la moglie dell'oste). Trama: Ernesto sorpreso dalla moglie al telefono con l'amante Lauretta, finge di parlare con il medico di Mussolini, Tanzarella. Totò intercetta la telefonata e si finge Tanzarella ed estorce del denaro ad Ernesto, poi con Lauretta si reca al pranzo dato dai suoceri di questi ad un ministro. Sparisce un servizio di posate d'oro che viene trovato addosso all'incolpevole ministro. Risolve l'imbarazzante faccenda Totò, che facendo valere il suo ruolo di medico del Duce, riceve in dono il servizio. |
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Critica: Questo è l'ultimo film del regista Mario Mattoli con Totò. Per l'attore è il sessantanovesimo ciak. La pellicola in seguito è stata riedita col titolo Il Dott. Tanzarella medico personale del ... fondatore dell'Impero. Il film doveva chiamarsi "E il ministro si fermò a mangiare" ma l'inevitabile censura boccia il titolo. Il film segna anche la fine del sodalizio Totò - Mattoli, il regista aveva l'abitudine di chiamare i suoi attori "senti coso", Antonio de Curtis che in passato aveva sorvolato su questo modo di fare di Mattoli non ne può più e dopo questo film chiude ogni rapporto di lavoro col regista. Scriveva Morando Morandini: "Con la mimica prodigiosa, i lazzi assetati, l'inimitabile tempo, Totò domina da cima a fondo questa pochade che avrebbe dovuto trovare il suo pepe nell'ambientazione [..] Il film è inoffensivo sotto ogni aspetto e, senza Totò, sarebbe il deserto anche sul piano della comicità più facile [..] ". E Leo Pestelli: " [..] I comici e in particolare Totò sono gli artefici del modesto divertimento [..]".
Classica
e garbata pochade, risolta in chiave comica e con stile leggero, il film
uscì nel 1967 con il titolo "Il dottor Tanzarella, medico personale
del... fondatore dell'Impero". Tratto da "Totò principe clown" di Ennio Bìspuri per gentile concessione |
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