Totò visto da:   Pietro De Vico

 

Pietro De VicoNasce a Napoli il 21 febbraio 1911 muore a Roma il 10 dicembre 1999. Totò era molto affezionato a me, mi voleva bene.

Per tante parti, come quella del Giudizio Universale mi faceva chiamare lui, oppure faceva chiamare mia moglie che spesso ha fatto la moglie di Totò nei suoi film "Chiamatemi la Campori",  diceva sempre.

Per questo film c'erano tanti attori noti e logicamente chiamarono anche Totò.

Gli fecero leggere il cast, ma c'era qualcosa che a lui non andava e da gran signore che era incominciò a dire che non si sentiva bene e disse "Sentite volete un consiglio, prendetevi a De Vico perchè lui va bene" e De Sica mi mandò a chiamare.

Nel film " Che fine ha fatto Totò Baby? " c'era uno che faceva il regista per modo di dire perchè ha fatto quasi tutto Mario Castellani, che era l'aiuto regista di quasi tutti i film di Totò. L'altro faceva poco, aveva soggezione di Totò, in quanto era giovane. Gli venivano spontanei dei lazzi, ed io l'assecondavo perchè ero un pò del mestiere. Quando abbiamo fatto questo film lui non ci vedeva quasi più, il regista mi diceva "Stai attento alle posizioni durante i movimenti quando devi andare da un posto all'altro, col braccio, piano piano senza farti vedere , lo spingi un pò e lo porti sul posto.

 

Totò e Pietro De Vico sul set "Che fine ha fatto Totò Baby?"Ma di Totò la prima cosa da ricordare è la bontà e la signorilità. Nessun attore e' mai stato come lui, che rimaneva in piedi e cedeva la sua poltrona alle comparse. Ogni tanto arrivava un attore anziano che lui conosceva ed allora Mario Castellani diceva: Totò c'e' coso fuori che dice se potesse fare 'na posa, magari" Siccome non c'era la possibilità, il film era già cominciato, lui metteva le mani in tasca, gli dava dei soldi e gli diceva " Non dire però che te li ho dati io , dì che te li ha dati la produzione".

Totò era due persone, quando era in borghese, nella vita diciamo, e quando saliva in palcoscenico.

Quando saliva in palcoscenico si trasformava, sprigionava simpatia da tutti i pori, parlava e guardava a tutti e poi l'invenzione, si inventava tutto.

Andava avanti cosi' il teatro. Essere spalla di Totò era difficile. Bisognava stare attenti alla pause, perchè lui alle volte faceva della pause e tu non sapevi dove andava a parare.

Lui ha sempre lavorato con degli attori, ha preso sempre attori di teatro, perchè l'attore di teatro bene o male, male io bene gli altri, si arrangiavano capivano tutte le pause.

Anche a noi spalle era concesso improvvisare. Quella piccola scenetta che ho fatto in Totò diabolicus, io stavo a casa mi mandarono a chiamare "Vieni, vieni che ti vuole Totò".

Io vado alla Titanus e c'era già la scena che era pronta e mi dice "Mettiti il camice" e io "Ma che devo dire?" "Non ti preoccupare, rispondi a quello che dico io" mi dice Totò. E quella scena sul tavolo operatorio, che non abbiamo provato, venne talmente bene che il regista ad un certo punto diede lo stop, perchè l'operatore talmente che rideva faceva muovere la telecamera e non era più possibile continuare.

Io spesso sogno la notte Totò e lo sogno normale che sta vicino a me e mi dice " Che facciamo adesso?" le solite cose rispondo io.

I film con Pietro De Vico e Totò: Totò sceicco, Chi si ferma e' perduto, Totò truffa '62, Sua eccellenza si fermò a mangiare, Totò diabolicus, Che fine ha fatto Totò Baby?

 

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