Un turco napoletano
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"Un turco napoletano" 1953 di Mario Mattoli. Soggetto dalla farsa omonima di Eduardo Scarpetta 1888; sceneggiatura: Alessandro Continenza, Mario Monicelli, Italo De Tuddo, Ruggero Maccari. Produttore Rosa Film, Direttore della fotografia Karl Strauss e Riccardo Pallottini, Musiche Tito Solesi dirette da Pippo Barzizza, Montaggio Roberto Cinquini, Sceneggiatore Piero Filippone, Direttore di produzione Giorgio Morra e Claudio Agostinelli, Aiuto regista Roberto Cinquini, Fonico Roy Mangano, Produzione Lux-Rosa, in ferraniacolor. Interpreti: Totò (Felice Sciosciammocca), Isa Barzizza (Giulietta), Franca Faldini (Angelica), Carlo Campanini (don Pasquale), Enzo Turco (don Carluccio), Mario Castellani (onorevole Cocchetelli), Primarosa Battistella (Lisetta), Amedeo Girard (don Ignazio), Aldo Giuffrè (Faina), Vinicio Sofia (il vero turco), Anna Campori (Concettina), Christiane Dury (Marion), Peppino De Martino (il barone), Mario Passante (Peppino), Dino Curcio (Michele), Ignazio Balsamo (Ignazio), Nicola Maldacea jr. (Salvatore), Giacomo Furia (un secondino), Guglielmo Inglese (un falegname becchino), Valeria Moriconi (una bagnante), Totò Mignone (il professore di turco) Trama: L'Onorevole Cocchelletti ha promesso a don Pasquale, gelosissimo della moglie e della figlia un eunuco turco per custodire le loro virtù. Ma Felice Sciosciammocca un carcerato evaso, si sostituisce al turco e qui è un susseguirsi di situazioni esilaranti, fino alla scoperta della vera identità del turco. Lo scandalo viene soffocato per il bene di tutti. |
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Critica: E' il primo film della
trilogia ispirata ad Eduardo Scarpetta diretti da Mattoli. Del cast fanno parte
attori consacrati delle commedie scarpettiane come Enzo Turco, Dolores Palumbo, Tecla Scarano, Amedeo Girard, Ugo D'Alessio, Aldo Giuffrè, Pupella Maggio
a questi vengono affiancati Liana Bill, Franca Faldini, Giacomo Furia, Anna Campori, interpreti che ritroveremo, con ruoli più o meno importanti, in
tutti e tre i film ispirati a Scarpetta quasi come se si trattasse di una
compagnia teatrale. Scriveva Gian Luigi Rondi: " [..] Non e' difficile ritrovare nella inesauribile
vena di Totò quella tradizione di comicità quasi estemporanea che ebbe a suo
tempo, negli spettacoli del napoletano teatro San carlino, la sua espressione
più fertile, più colorita più viva [..] . E Sergio Frosali: " Finalmente un film con Totò non mette accanto a Totò degli attori che si danno invano da fare per colmare il distacco di comicità che li separa da lui , non è costruito su un soggetto e un dialogo che portino in film -peggiorandole - le sciocchezze della rivista, non mostra nella regia l'imperativo del far presto ". In questo
film Totò veste i panni di Felice Sciosciammocca in una farsa
liberatoria e, di una comicità irresistibile, prima riduzione di Mario
Mattoli dalla "trilogia" di Eduardo Scarpetta, seguita da "Miseria
e nobiltà" e "Il medico dei pazzi".
L'Artista ancora una volta dà prova della sua forza recitativa, perché
sa esprimere tutta l'ironia e la presa in giro del mondo attraverso
tecniche recitative apparentemente elementari, che sono in realtà una
elaborazione complessa di tutto l'impianto recitativo, ben coordinato e
costruito evitando sempre quello che è il pericolo costante, ossia
l'esagerazione. |
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