Totò contro i quattro
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"Totò contro i quattro" 1963 di Steno. Soggetto e sceneggiatura Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi; Produzione Gianni Buffardi per Titanus, Direttore della fotografia Clemente Santoni, Musiche Gianni Ferro, Montaggio Giuliana Attenni, Sceneggiatore Giorgio Giovannini, Direttore di produzione Egidio Quarantotto, Aiuto regista Mariano Laurenti, Fonico Giulio Tagliacozzo. Interpreti: Totò (commissario Antonio Saracino), Aldo Fabrizi (don Amilcare), Nino Taranto (Mastrillo), Peppino De Filippo (Alfredo Fiore), Erminio Macario (colonnello La Matta), Ugo D'Alessio (brigadiere), Moira Orfei (Fiore), Mario Castellani (Lancetti), Gianni Agus (Cavallo) Dany Paris (Jacqueline), Rossella Corno (sua moglie), Ivy Olsen (Durant), Nino Terzo (Pappalardo), Carlo Delle Piane (Pecorino), Mario De Simone (Spampinato), Pietro Carloni (cognato di Lancetti).
Trama: La giornata del
commissario Antonio Saracino (Totò) non inizia proprio per il verso giusto:
scopre che gli è stata rubata l'automobile.
Irritato, comincia così la sua giornata di lavoro, ricca di intricati casi da
risolvere: deve affrontare il cavalier Alfredo Fiore (Peppino De Filippo) che
crede di essere tradito dalla moglie e porta a testimone un pappagallo. Poi deve
correre dal Commendator Lancetti (Mario Castellani) che è stato minacciato da un
ricattatore e deve sborsare una forte somma. Per incastrare il ricattatore
(Pietro Carloni), il commissario si traveste da donna e gli tende un agguato sul
luogo dell'appuntamento per la consegna della somma richiesta. Un prete, Don
Amilcare (Aldo Fabrizi), scopre gli autori del furto ai danni del commissario,
ma li difende per cercare di redimerli. |
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Critica: Una serie di episodi in ciascuno dei quali la satira si fonde alla farsa sul binario della comicità più schietta sia per gli spunti piacevolissimi di cui è ricca la trama, sia per la consumata arte di Totò. Steno ha diretto cercando di evitare ogni eccesso, riuscendo peraltro a tenere viva quella carica di humor di cui tutto il film è garbatamente pervaso. Il Messaggero, Roma 9 marzo 1963.
"Totò
contro i quattro", che richiama con evidenza una certa atmosfera di "Totò
Diabolicus", nasce con la dichiarata intenzione di mettere accanto a
Totò, nello stesso film, praticamente tutte le sue spalle più importanti
e autorevoli (Peppino De Filippo. Aldo Fabrizi, Nino Taranto, Macario,
Renato Castellani, Ugo D' Alessio e Gianni Agus). La storia, esile ma
divertente, che trae lo spunto dal furto dell'automobile che il
commissario di PS Antonio Saracino ha appena comprata, si dipana in una
serie di sequenze poco collegate tra loro e talora confuse nell'insieme.
Ritroviamo le varie combinazioni nelle varie scene Totò-Peppino,
Totò-Fabrizi, Totò-Taranto, Totò-Macario, in sketches che potrebbero
essere staccati l'uno dall'altro o dall'intero film, senza perdere la
loro efficacia, che qui è comunque ad alto livello di umorismo e di
garbata ironia.
Anche in questo film ritornano i travestimenti, già collaudati in opere
precedenti (soprattutto in "Tototruffa '62") e
troviamo Totò anche nel ruolo di una prostituta, con un cerotto sopra la
bocca per coprire i baffi, che si esibisce in una comicità un po' di
vecchio stampo, ma comunque efficace e divertente. De Curtis elabora un
personaggio che appartiene per metà al realismo e per l'altra metà alla
caricatura garbata, con effetti comici di notevole efficacia sia sul
piano della commedia sia dell'osservazione psicologica. |
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