Totò le Mokò
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"Totò le Mokò" 1949 di Carlo Ludovico Bragaglia. Soggetto da un'idea di Arduino Majuri, Sceneggiatura Vittorio Metz, Age, Furio Scarpelli, Alessandro Continenza; Produttore Forum Film, Direttore della Fotografia Sergio Pesce, Musiche Edoardo Micucci, Montaggio Mario Sansoni, Sceneggiatore Alberto Boccianti, Direttore di Produzione Raffaele Colamonici, Aiuto Regista Roberto Cinquini, Fonico Kurt Doubrawsky. Interpreti: Totò (Antonio Lumaconi), Gianna Maria Canale (Viviane), Carlo Ninchi (Pepe le Mokò), Carla Calò (Suleima), Franca Marzi (Odette), Elena Altieri (Nancy), Luigi Pavese (Francois), Mario Castellani (Za La Mortadelle), Enzo Garinei (La Tulipe), Armando Migliari (Claude), Gianni Rizzo (Guida alla Casbah), Marcella Rovena (Sara), Flora Torrigiani (la ballerina).
Trama: Pepè le Mokò morto in uno scontro con la
polizia viene sostituito dalla banda con un suo cugino, Antonio Lumaconi, suonatore
ambulante che parte alla volta di Algeri convinto di dirigere una banda di suonatori.
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Critica: È la parodia del film "Pepè le Mokò": versione napoletana e divertentissima, di un musicista gesticolone, algerino d'adozione, alias Totò, al suo tredicesimo ciak. Per il regista Carlo Ludovico Bragaglia, invece, è il trentaquattresimo film. Il film è forse uno dei più divertenti del primo Totò. Pieno di gag, battute, equivoci, giochi di parole, rapido nei tempi e vivace. Totò è un vero fiume in piena. La Casbah Algerina ricorda molto da vicino i vicoli di Napoli e delle tante città di mare. La pellicola cita indubbiamente il famoso film "Pepè Le Moko" Il bandito della Casbah del 1937 di Julien Duvivier con protagonista Jean Gabin. Non ne fa un remake comico, ma una cosa diversa e la citazione, ancorché ironica, è rispettosa per un grande film, come quello di Duvivier. Nel film Totò canta la sua famosa canzone: La mazurka di Totò, piena di una struggente bellezza delle parole.
Con "Totò le Mokò" si
ritorna alla maschera classica: frac, bombetta, mossettine da marionetta
e corse a gambe sollevate. Qui Totò è uno scalcinato pazzariello che
ritroveremo ne "L'oro di Napoli"; un musicista
dilettante che si ritiene un genio incompreso, personaggio ripreso poi
in "Totò a colori". Anche l'espediente
narrativo, la lettera inviata da Algeri, verrà riproposta con le
opportune varianti, da "Totò a Parigi" e "Totò,
Eva e il pennello proibito". Tratto da "Totò principe clown" di Ennio Bìspuri per gentile concessione |
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