Totò e Marcellino
|
"Totò e Marcellino" 1958 di Antonio Musu. Soggetto: Massimo Franciosa, Pasquale Festa Campanile; Sceneggiatura Massimo Franciosa, Pasquale Festa Campanile, Diego Fabbri, Antonio Musu. Produzione Luigi Rovere per Euro International Film, Direttore della Fotografia Renato Del Frate, Musiche Carlo Rustichelli, Montaggio Otello Colangeli, Sceneggiatore Ottavio Scotti, Direttore di produzione Alfredo Bini, Aiuto regista Giorgio Arlorio. Interpreti: Totò (il professore), Pablito Calvo (Marcellino), Memmo Carotenuto (Zeffirino), Jone Salinas (compagna di Alvaro), Fanfulla (Alvaro), Marianna Leibl (la contessa), Wandisa Guida (la maestra).
Trama: Il professore (Totò), inseguito dalla polizia, si
mette al fianco di Marcellino che segue il funerale della madre fingendosi zio del
bambino. Ne diventa amico ma il vero zio, che vuole
appropriarsi della casa di Marcellino lo denuncia. |
|||
Critica: L'idea di mettere insieme un comico e un ragazzino che irradia simpatia è sempre stata vantaggiosa, sin dai tempi del Monello. Il lavoro ha qualche pretesa: cerca di ricreare una certa atmosfera dickensiana intrisa di spirito deamicisiano. In bilico tra favola e cronaca, come in certe opere di Zavattini, ha qualche trovatina efficace, qualche battuta azzeccata che raddrizzano, qua e là, il racconto affogato nella marmellata sentimentale. Totò trova più di uno spunto per essere divertente. Maurizio Liiverani, "Paese Sera", Roma, 28-29 aprile 1958. Ottime le interpretazioni dei protagonisti, dal piccolo Pablito Calvo al grande Totò, che ancora una volta dimostra la propria duttilità e professionalità, calandosi in un ruolo più serioso rispetto a quelli ai quelli siamo abituati ... da menzionare anche la buona direzione del regista Antonio Musu. Altra apprezzabile prodotto cinematografico interpretato dal principe De Curtis.
Evidente parodia di "Marcelino
pan e vino" di Ladislao Vayda, che era uscito in Italia con un
grandissimo successo nel 1955, il film è ispirato al racconto "Una
chitarra in paradiso" di Massimo Franciosa e Pasquale Festa Campanile,
che sono anche gli sceneggiatori, insieme al cattolico Diego Fabbri e al
regista stesso. A parte il titolo, il protagonista Pablito Calvo e un
vaghissimo spunto narrativo, il film si muove su parametri propri,
certamente riesumando il mondo di Dickens, di Chaplin e di Gorkj.
La parodia, pertanto, che è comunque l'unica ad avere una chiara forza
realistica e poetica, consiste nell'affidare a Totò il ruolo del
protettore del povero orfanello, sfruttato, insieme ad altri, dallo zio
Alvaro (Fanfulla). In realtà il film, oltre alle ascendenze sopra
indicate, sembra richiamarsi, per il clima di favola e per un certo
angelismo d'insieme, anche al mondo di "Miracolo a Milano" e al testo
zavattiniano "Totò il buono", oltre che a "La finestra sul luna park",
di Luigi Comencini, uscito nel 1956 e al coevo (1958) "La ballerina e il
buon Dio", di Antonio Leonviola, che pure trattavano un tema analogo,
evidentemente molto sentito in quegli anni. Totò offre una recitazione
di straordinaria compostezza e di grande realismo, sapendo coniugare
perfettamente una certa comicità di fondo con l'accorata partecipazione
alla vicenda del bambino. La scena del risveglio sul vagone abbandonato
è un "topos" ricorrente, visto in molti film, tra cui "Fermo
con le mani", "Animali pazzi", "Totò
cerca casa", "L'imperatore di Capri", "Totò
a Parigi" ecc. Tratto da "Totò principe clown" di Ennio Bìspuri per gentile concessione |
|
| Home | Biografia | Locandine | Film cinema | Film montaggio | Film TV | Fumetti | Foto | Teatro | I nomi | Le spalle | |
|
| 'A livella | Poesie | Home video | DVD | Critica | Canzoni | Desktop | Cartoline | Libri | Il baule di Totò | I santini di Totò | |
IL PIANETA TOTO' - www.antoniodecurtis.org Portale
interamente dedicato ad Antonio De Curtis > contatti <