Il giorno più corto
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"Il giorno più corto" 1962 di Sergio Corbucci. Soggetto Alessandro Continenza; Sceneggiatura Bruno Corbucci, Giorgio Arlorio, Giovanni Grimaldi, Produzione Goffredo Lombardo per Titanus-Cinecompar, Direttore della fotografia Enzo Barboni, Musiche Piero Piccioni, Montaggio Ruggero Mastroianni, Sceneggiatore Carlo Simi, Direttore di produzione Alfredo Melidoni, Aiuto regista Franco Rossellini. Interpreti: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Totò (un frate bersagliere), Walter Chiari, Peppino De Filippo, Nino Taranto, Eduardo De Filippo, Jean-Paul Belmondo, Yvonne Sanson, Virna Lisi, Aldo Fabrizi, Amedeo Nazzari, Gino Cervi, Erminio Macario, Anouk Aimee, Giuliano Gemma, Annie Girardot, Stewart Granger, eccetera. Trama: Al processo per tradimento a loro carico, due siciliani catturati dagli austriaci nella Prima guerra mondiale rievocano le vicende di cui sono state vittime. A dispetto dell'arringa dell'avvocato difensore che paradossalmente ne chiede la condanna, il giudice li assolve. |
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Critica: Il film si risolve in una serie di sketches che, per puro caso, hanno il fronte di guerra come teatro. Non va preso troppo sul serio. Quelli di Totò sono giochi di parole e il resto è citrullaggine. Alberico Sala, Corriere d'Informazione, Milano 15 febbraio 1963.
Anche
questo film, come il precedente "I due colonnelli",
sia pure in senso rovesciato e ovviamente metabolizzato e rielaborato in
chiave farsesca e in parte parodistica trae lo spunto da "La grande
guerra". Il titolo sfrutta l'enorme successo commerciale
dell'allora appena uscito, in cinemascope, "Il giorno più lungo", che
durava 3 ore ed era interpretato da un esercito di attori in ruoli
minimi. Nel film di Corbucci
praticamente de Curtis è poco più di una comparsa come del resto le
altre decine e decine di attori che vi compaiono: insomma tutto il Gotha
italiano, a cui si aggiungono gli inevitabili, per film di questo
genere, Gerard Herter e Roland von Barthrop, oltre agli altri stranieri
Jean Paul Belmondo, Yvonne Sanson, Walter Pidgeon, Garden Scott, Philipe
Leroy, Mac Roney, Annie Girardot, Anouk Aimee e Stewart Granger. Con
notevoli punti di riferimento alla "Grande guerra", la storia, ispirata
anche a un certo pacifismo di fondo, è incentrata su due poveri diavoli
siciliani (Franco Franchi e Ciccio Ingrassia) che, entrati per caso
nella grande guerra e, per una serie di fortuite circostanze, processati
per alto tradimento, vengono alla fine proclamati eroi loro malgrado.
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