Totò, Peppino e i fuorilegge
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Totò, Peppino e i fuorilegge" 1956 di Camillo Mastrocinque. Soggetto Vittorio Metz, Sceneggiatura Edoardo Anton, Mario Amendola, Ruggero Maccari. Produttore Isidoro Broggi e Renato Libassi per D.D.L., Direttore della Fotografia Mario Albertelli, Musiche Alessandro Cicognini, Montaggio Gisa Radicchi Levi, Sceneggiatore Alberto Boccianti, Direttore di Produzione Romolo Laurenti, Aiuto Regista Michele Lupo, Fonico Piero Ortolani. Interpreti: Totò (Antonio), Peppino De Filippo (Peppino), Titina De Filippo (Teresa), Dorian Gray (loro figlia), Franco Interlenghi (Alberto), Memmo Carotenuto (Ignazio), Mario Castellani (un bandito), Lamberto Maggiorani (un bandito), Teddy Reno (se stesso), Maria Pia Casillo (la serva), Mimmo Poli (il cuoco). Trama: Con la complicità di Peppino, Totò si finge rapito ed ottiene dalla moglie un riscatto di cinque milioni, ma la verità viene a galla quando i due vengono visti in televisione pasteggiare e bere champagne in un night club. Tornato a casa viene veramente rapito da Ignazio "il torchio" ma non viene creduto da nessuno. Sua figlia Valeria e Alberto sulle tracce di Ignazio liberano Totò, promettendo al bandito un'intervista che gli darà la celebrità. I due giovani si sposano e Totò cacciato di casa finisce col fare il garzone nella bottega dell'amico Peppino. |
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Critica: Questo film fu girato sulla scia del grandissimo successo di Totò, Peppino e la malafemmina, che incassò una cifra astronomica. Il cast è quasi identico ed in fondo la trama è abbastanza simile, con i due nostri eroi che sbarcano in una grande città e che si danno alla pazza gioia. Peppino De Filippo con la sua interpretazione vinse il Nastro d'argento come miglior attore non protagonista nel 1957. La farsetta recitata con spontaneità e immediatezza da Peppino De Filippo e da Totò, è priva delle grossolanità licenziose che spesso volgarizzano questo genere di film, scorre senza cigolii fino alla fine. Arturo Lanocita,"Corriere della Sera", Milano, 6 gennaio 1957. Che cosa potrebbero fare insieme Totò e Peppino se un produttore intelligente spendesse qualche milione in più per la stesura di una sceneggiatura scritta col cervello invece che coi piedi? Comunque, un duetto tra Totò e Peppino vale sempre la spesa del biglietto. Morando Morandini, "La Notte", Milano, 7 gennaio 1957.
Interpretato da Totò dopo la grave
operazione agli occhi che lo aveva costretto alla semicecità, è
un'evidente "replica" del precedente "Totò, Peppino
e la malafemmina", di cui ha tutti gli ingredienti narrativi, con
Dorian Gray, Teddy Reno, Mario Castellani
tra gli attori di contorno, mentre per la seconda ed ultima volta, dopo
"San Giovanni decollato" (1940), Titina De
Filippo interpreterà, sempre con impareggiabile bravura, il ruolo della
moglie di Totò. |
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