Le belle famiglie
|
"Le belle famiglie" 1964 di Ugo Gregoretti. Soggetto e sceneggiatura Ugo Gregoretti e Steno. Produttore Giuseppe Colizzi per Archimede Film. Cromo Film (Roma), Les Films Number One (Parigi), Direttore della fotografia Ajace Parolin, Musiche Armando Trovajoli, Montaggio Mario Serandrei, Sceneggiatore Dario Micheli, Direttore di produzione Fernando Franchi, Aiuto regista Ferando Morandi, Fonico Umberto Picistrelli. Interpreti: nell'episodio con Totò "Amare è un pò morire": Toto (Filiberto Comanducci), Sandra Milo (sua moglie), Adolfo Celi (il medico), Jean Rochefort (Osvaldo); Interpreti altri episodi: Annie Girardot, Nanni Loy, Susan Clemm, Susy Andersen. Trama: Il film si compone dei seguenti episodi: Il principe azzurro una ragazza si fa suora piuttosto che sposare l'uomo impostole dai genitori. Il bastardo della regina: una signora assume un cameriere per ingelosire il marito, ma otterrà che il coniuge per preferire il domestico alla mogliettina. La cernia chi la fa l'aspetti; un ragazzo "fila" con una bella straniera maritata e il coniuge seduce la fidanzata del playboy. 4° Episodio "Amare è un pò morire" con Totò. Esmeralda, donna dalla mania di proteggere sempre qualcuno, esce di senno quando il marito, arteriosclerotico, e l'amante, epilettico, guariscono e non hanno più bisogno delle sue cure. Torna serena quando il medico di famiglia, respinto in passato perchè integro, è uscito menomato da un incidente. |
|||
Critica: Scriveva Guglielmo Biraghi:" [..] Ma nel complesso il film è divertente ed efficace, riuscendo appieno Gregoretti nei suoi agrodolci intenti sarcastici. generalmente buoni anche i molti interpreti, diversi da episodio a episodio. Ricordiamo Totò, spassosissimo nei panni del marito arteriosclerotico [..]".
Nell'ambito di un film ad
episodi, tutti firmati dallo stesso regista Ugo Gregoretti, che si
proponeva di illustrare in tono ironico-satirico la patologia della
famiglia italiana a metà degli anni '60, questo "Amare è un po' morire"
ha il sapore della commedia a sfondo farzesco-pochadistico, centrata su
una nevrosi e tre vittime.
Il personaggio interpretato da Totò rientra nello schema che abbiamo
chiamato dell' "eroe borghese", ossia con quei tratti realistici su cui
vanno a sovrapporsi gli apporti recitativi in chiave comica, farsesca,
caricaturale e grottesca, per cui vediamo contemporaneamente un centro
profondamente umano e realistico su cui si sovrappone l'evidente
stilizzazione del carattere.
Filiberto Comanducci, l'anziano e arteriosclerotico capitano d'industria
interpretato da de Curtis, che richiama vagamente il "tipo" Antonio La
Trippa de "Gli onorevoli" e Antonio Cavalli de
"Il Comandante", è risolto con una recitazione
mai esagerata, che, proprio per questo, raggiunge i più convincenti
risultati, strizzando l'occhio, in caricatura, a quelle figure vere che
andavano costruendo i cosiddetti "poteri forti" nell'Italia del boom.
Tratto da "Totò principe clown" di Ennio Bìspuri per gentile concessione |
|
| Home | Biografia | Locandine | Film cinema | Film montaggio | Film TV | Fumetti | Foto | Teatro | I nomi | Le spalle | |
|
| 'A livella | Poesie | Home video | DVD | Critica | Canzoni | Desktop | Cartoline | Libri | Il baule di Totò | I santini di Totò | |
IL PIANETA TOTO' - www.antoniodecurtis.org Portale
interamente dedicato ad Antonio De Curtis > contatti <