Totò e le donne
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"Totò e le donne" 1952 di Steno e Mario Monicelli. Soggetto Age, Furio Scarpelli. Sceneggiatura Age, Furio Scarpelli, Steno, Mario Monicelli; Produttore Rosa Film, Direttore della Fotografia Tonino Delli Colli, Musiche Carlo Rustichelli dirette da Fernando Previtali, Montaggio Gisa Radicchi Levi, Sceneggiatore Piero Filippone, Direttore di Produzione Luigi De Laurentiis, Aiuto Regista Lucio Fulci, Fonico Gino Fiorelli. Interpreti: Totò (cavalier Filippo Scaparro), Ave Ninchi (sua moglie), Giovanna Pala (loro figlia), Peppino De Filippo (dottor Desideri), Lea Padovani (la prostituta del tabarin), Clelia Matania (la cameriera), Pina Gallini (signora con pelliccia), Primarosa Battistella (Antonietta), Franca Faldini (amante di Scaparro), Mario Castellani (Carlini), Carlo Mazzarella (il presentatore), Mimmo Poli (infermiere), Carlo Vanzina (Filippo neonato). Trama: Esasperato dalla moglie, Scaparro passa le notti in soffitta abbandonandosi ai ricordi. Qui può fumare in pace i suoi sigari, leggere libri e accendere ceri al "protettore" dei misognini, il pluriomicida Landru. Dopo l'ennesimo litigio con la moglie i due si separano per poi riconciliarsi con le nozze della figlia. |
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Critica: Il napoletanismo di Totò nasce dal lazzo del Pulcinella di Petito ma mostra di aver percorso anche gli spaventevoli "bassi" del "La pelle" di Malaparte: un itinerario che oggi pochissimi comici al mondo sarebbero in grado di ricalcare. Ma sono attimi, puntatine, allusioni, nel girotondo dei suoi film che si differenziano a malapena nel titolo; e nel gia lungo diario di occasioni sbagliate, quella di cui ci occupiamo è per Totò una fra le più marchiane. Tino Ranieri, "Rassegna del film", Torino, febbraio 1953. La farsa, basata sulle battute e sulle prestazioni mimiche, che fecero e fanno la popolarità del comico, vuole essere una antologia di lamentazioni sulla vita del marito e dell'uomo in generale, seviziato dal sesso "debole". E' un film grossolano, ma fa ridere a crepapelle. Alfredo Orecchio "Paese Sera", Roma, 28 dicembre 1952.
Per la prima volta Totò
interpreta un personaggio (il cavalier Filippo Scaparro) che incarna la
figura dell'eroe piccolo borghese per eccellenza, con i suoi mille
difetti e le sue buone qualità d'insieme, sul quale intervengono
Steno e Monicelli
per restituire di lui un ritratto nitido, anche se ovviamente inscritto
nell' ambito della commedia. Tratto da "Totò principe clown" di Ennio Bìspuri per gentile concessione |
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