Totò e Carolina
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Video-clip 38 sec
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"Totò e Carolina" 1953 di Mario Monicelli. (bloccato dalla censura e edito solo nel 1955) Soggetto Ennio Flaiano, Sceneggiatura Ennio Flaiano, Mario Monicelli, Vincenzo Sonego. Produttore Rosa Film, Direttore della fotografia Domenico Scala e Luciano Trassati, Musiche Angelo Francesco Lavagnino, Montaggio Adriana Novelli, Sceneggiatore Pietro Gherardi, Direttore di produzione Alfredo De laurentiis, Aiuto regista Gillo Pontecorvo, Fonico Biagio Fiorelli. Interpreti: Totò (Antonio Caccavallo), Anna Maria Ferrero (Carolina), Arnoldo Foà (il commissario), Maurizio Arena (il ladro), Tina Pica (un'ammalata), Gianni Cavalieri (il parroco), Mario Castellani (Goffredo Barozzoli), Fanny Landini (una prostituta), Rosita Pisano (moglie di Barozzoli), Enzo Garinei (Rinaldi), Claudio Guido Agostinelli (padre di Caccavallo), Nino Vingelli (il brigadiere), Giovanni Grasso (vice commissario). Trama: L'agente Caccavallo arresta per errore, durante una retata, una ragazza di paese, Carolina, che tra l'altro, aveva ingerito una dose di sonnifero. In questura sviene e viene affidata a Caccavallo per ricondurla al suo paese d'origine. Ma i parenti avendo appreso che Carolina è incinta non la vogliono. L'agente la riporta a Roma e poiché è vedovo con un figlio e la ragazza gli fa tanta pena, la tiene con sé. |
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Nel 1999 grazie ad alcuni ritrovamenti in varie cineteche il film e' stato riproposto in una nuova versione restaurata e in parte reintegrata nelle parti mancanti. Da rilevare che questo e' uno dei pochissimi film in cui Totò recita senza spalla. Scriveva Franco Berruti: " [..] Non conosciamo l'edizione integrale e non ci arrischiamo a indovinare le battute censurate e i metri caduti sotto le forbici .[..] Totò e Carolina è una somma di reminiscenze [..]; che Totò non rinuncia ad essere Totò, e che le forze di polizia non subiscono il minimo sgraffio al loro prestigio [..] ". E Angelo Solmi: " [..] Totò e Carolina è una farsa piuttosto pesante e grossolana, con lazzi di dubbio gusto e luoghi comuni molte volte sentiti e ripetuti [..] ".
È stato il film più tormentato dalla censura
dell'epoca, che pretese tagli, modifiche e questa didascalia subito dopo
i titoli di testa: "Il personaggio interpretato da Totò in questo film
appartiene al mondo della pura fantasia. Il fatto stesso che la vicenda
è vissuta da Totò trasporta tutto in un mondo e su un piano particolare.
Gli eventi riflessi nella realtà non fanno riferimenti precisi, e sono
sempre riscattati da quel clima dell'irreale che non intacca minimamente
la conoscenza ed il rispetto che ogni cittadino deve alle forze della
polizia". Dunque
Monicelli, che aveva costruito un grande film a forte
impianto realistico, era costretto a dichiarare, per dimostrare il
contrario, che in fondo non si trattava altro che di una favola proprio
perché il suo protagonista era Totò, ossia una maschera e una marionetta
che fa ridere e non un attore. Tratto da "Totò principe clown" di Ennio Bìspuri per gentile concessione |
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