Siamo uomini o caporali?
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"Siamo uomini o caporali?" 1955 di Camillo Mastrocinque. Soggetto Antonio De Curtis. Sceneggiatura Antonio De Curtis, Camillo Mastrocinque, Vittorio Metz, Mario Mangini, Francesco Nelli. Produttore Lux Film, Direttore della Fotografia Aldo Tonti e Riccardo Pallottini, Musiche Alessandro Cicognini, Montaggio Gisa Radicchi Levi, Sceneggiatore Piero Filippone, Direttore di Produzione Alfredo De Laurentiis, Aiuto Regista Giusto Vittorini, Fonico Kurt Doubrawsky. Interpreti: Totò (Totò Esposito), Paolo Stoppa (il capocomparse/il milite fascista/il direttore del Lager/l'ufficiale americano/il direttore della rivista/l'industriale), Fiorella Mari (Sonia), Mara Werlen (Mimì), Agnese Dubbini (sua madre), Franca Faldini (la giornalista), Nerio Bernardi (lo psicologo), Gino Buzzanca (il regista), Loris Gizzi (il tenore), Vincent Barbi (il segretario americano), Henry Vidon (medico tedesco), Rosita Pisano (signora Ossobuco), Vinicio Sofia (signor Ossobuco), Mario Passante (sergente tedesco), Giacomo Furia (Nerone), Gildo Bocci (un testimone), Sylva Koscina (l'aspirante attrice ). Trama: A Cinecittà si gira un film in costume e Totò, un povero diavolo, tenta di farsi ingaggiare come comparsa, inutilmente, perchè il capo comparsa gli è ostile. Furioso cerca di ucciderlo e viene portato in manicomio. Al dottore Totò spiega la sua profonda convinzione: al mondo ci sono gli uomini che lottano e soffrono e i caporali che comandano e fanno soffrire gli uomini. Gli racconta di tutti i caporali che ha incontrato nella sua vita e che lo hanno angariato, non ultimo colui che lo ha allontanato da Sonia. Il dottore alla fine decide che non è matto, ma solo sfortunato e lo dimette dal manicomio. Appena fuori rischia di essere investito da una lussuosa macchina dentro alla quale vede Sonia. Ultimo scorno. |
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Critica: La celebrità, talvolta, fa perdere il senso delle proporzioni, Solo con questa considerazione si può spiegare la mania di Totò di voler esporre una sua filastrocca della vita. Siamo uomini o caporali è uguale a tanti altri film di Totò, con l'aggravante del tema ambizioso sfruttato in maniera sbagliata. "Cinema Nuovo", Milano, 10 ottobre 1955. Il pubblico si è trovato di fronte a una opericciola con gusto e bonario compiacimento ironico-satirico, senza gravi cedimenti, ma anzi congegnata su una serie di trovatine, se pure non eccessivamente originali, tuttavia sufficientemente estrose e piacevoli. Alle facili battute del dialogo il pubblico ride e si diverte, non dimenticando, nel suo spasso, l'interpretazione gustosa e sapida del suo beniamino Totò. "La Voce Repubblicana", Roma, 4 settembre 1955.
I tre livelli recitativi in cui si è
espressa la "maschera" comica di Totò e il "volto" sofferente e
drammatico di de Curtis sono strettamente intrecciati e, per la sua
stessa struttura, "Siamo uomini o caporali?" mescola il piano
realistico-drammatico con la commedia e la farsa, con alcuni sfondamenti
evidenti della barriera del realismo minimo. Tratto da "Totò principe clown" di Ennio Bìspuri per gentile concessione |
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