Anna Clemente
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In quanto al padre, il marchese Giuseppe De Curtis, è uno scapolo di trentatrè anni che, pur amando Anna, come nobiluomo che obbedisce alle regole del tempo e soprattutto a quelle di un padre irascibile, non convive con la sua amante, ma anzi deve tenere nascosta la relazione. E' titolare di una sartoria ambulante che, senza una sede fissa, porta i suoi servigi a casa dei clienti. Nel periodo di massimo splendore l'atelier ha pure una sede in Via Roma, vicino ai locali dell'attuale Rinascente. Negli anni successivi la sartoria si trasforma in agenzia teatrale con l'ufficio in Via Corrieri a Santa Brigida, ma non diventerà mai una fonte di grandi guadagni. Anna, chiamata in famiglia Nannina, tanto giovane da essere sfrontata non fa mistero né del suo legame, né della sua gravidanza, e vive quasi esibendola, la sua condizione di mantenuta, anche se il fidanzato è più generoso in bei regali che in aiuti concreti.
Finalmente, dopo la morte del vecchio marchese, Giuseppe De Curtis si riavvicina ad Anna decidendo di sposarla il 24 febbraio 1921. |
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