Sette ore di guai
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"Sette ore di guai" 1951 di Vittorio Metz e Marcello Marchesi. Soggetto dalla farsa di Eduardo Scarpetta "Na criatura sperduta". Sceneggiatura Vittorio Metz, Furio Scarpelli, Age, Marcello Marchesi, Eduardo Passarelli, Alberto Vecchietti. Produttore Golden Film, Humanitas Film. Direttore della Fotografia Rodolfo Lombardi, Musiche Pippo Barzizza, Montaggio Franco Fraticelli, Sceneggiatore Alberto Tavazzi, Direttore di Produzione Silvio Clementelli, Aiuto Regista Mario Mariani, Fonico Kurt Doubrawsky. Interpreti: Totò (Totò De Pasquale), Clelia Matania (Angelina, sua moglie), Carlo Campanini (uno dei Romanelli), Mario Castellani (un amico di Totò), Eduardo Passarelli (l'avvocato), Giulietta Masina (una dei Romanelli), Bice Valori (la domestica), Mario Mazzarella (il suo fidanzato), Arturo Bragaglia (il nonno), Gildo Bocci (un uomo infuriato), Alberto Sorrentino (il cliente di Totò ), Isa Barzizza (Amelia), Galeazzo Benti (Ernesto). Trama: Nel giorno del battesimo, il figlio di Totò De Pasquale viene sottratto alla balia dal marito di questa. Totò affida alla ignara moglie un bambino preso in prestito, e parte per Marino dove crede sia stato portato per errore, dei vicini di casa. Rapisce il vero bambino dei vicini e per poco non viene linciato. Tornato a casa ritrova suo figlio già battezzato. |
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Critica: Dare all'irrequieta comicità di Totò la disciplina di un film "costruito" è come incastrare un torrente nell'alveo fa minor fracasso, perde un po' del suo pittoresco, ma non ristagna poi negli acquitrini e arriva a una foce. Totò ha modo di dare al suo personaggio la razionalità accettabile di un tipo, dopo essersi in troppi film meccanizzato nella rigidità legnosa della marionetta. Arturo Lanocita, "Il Nuovo Corriere della Sera", Milano, 4 novembre 1951. Totò riesce ancora ad animare un congegno che scricchiola in ogni sua connessura; ma vi riesce a stento. E ci sembra che ormai l'intensità delle risate con cui il pubblico più sprovveduto e ben disposto accoglie il suo gioco comico, denunci qualche stanchezza. "Paese Sera", Roma, 18 novembre 1951.
È l'unico film diretto da Metz e
Marchesi e il primo dei quattro
ispirati ad Eduardo Scarpetta, cui faranno seguito "Miseria
e nobiltà", "Un turco napoletano" e "Il
medico dei pazzi". |
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